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venerdì 10 febbraio 2012

Gelato al lemoncurd e vaniglia

4 dl di panna liquida
1 dl di latte
1 baccello di vaniglia
5 tuorli d'iovo
0,5 dl di zucchero
0,5 dl di zucchero a velo
la buccia grattugiata di 1 limone
1,5 dl di lemoncurd


Tagliate il baccello di vaniglia in due e con il dorso del coltello strisciate ogni lato per toglierne i semi. Mettete il baccello e i semi in un pentolino insieme alla panna e il latte e mettete sul fuoco. Appena comincia a bollire togliete dalla fiamma e fate raffreddare.

Frullate i tuorli, lo zucchero, lo zucchero a velo e la buccia di limone fino a ottenere una crema bianca. Togliete il baccello dal latte e versatelo nella ciotola con le uova. Mescolate. Riversate la crema ottenuta nel pentolino e fate riscaldare a fiamma molto bassa finché non cominci a ispessirsi. La crema non deve assolutamente bollire, deve stare tutto il tempo appena sotto il punto di ebollizione altrimenti le uova si stracciano.

Fate raffreddare la crema dopodiché la mettete in frigo per almeno 2 ore a gonfiare, ma anche durante la notte. Più tempo sta meglio è.

Aggiungete il lemoncurd alla crema e mettetela nella gelatiera per ca 30-40 min. Versate il gelato in un contenitore preraffreddato e mettetelo in freezer per 3-4 ore prima di servirlo.

giovedì 9 febbraio 2012

Lemoncurd


Invidio chi ha degli alberi di limoni nel proprio giardino. Io i limoni non trattati li devo comprare a 7 euro al chilo... Il lemoncurd d'altronde è un'invezione eccezionale. Mi ricordo anni fa, quando ero in Inghilterra, me lo servivano a colazione con i toast. Non mi attirava proprio, una cosa dolce sul pane per me era inconcepibile. Ancora oggi preferisco il salato la mattina, ma posso inventarmi mille altri modi per utlizzare il lemoncurd.

125 ml di succo di limone
100 g di burro
120 g di zucchero
1 uovo + 3 tuorli d'uovo
la scorza grattugiata di un limone


Mettete il succo del limone, il burro e metà dello zucchero in un pentolino e riscaldate a fiamma bassa. Quando avrete una crema calda, liscia ma non bollente, toglietela dalla fiamma.

Sbattete le uova con il resto dello zucchero e la scorza del limone e aggiungetele alla crema al limone nel pentolino. Riscaldate di nuovo a fiamma bassa e mescolate in continuazione finché la crema non cominci a ispessirsi. La crema non deve assolutamente cuocere!

Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.

Provatelo spalmato sulle brioche, nella tarte au citron, nei muffins o nel gelato più buono in assoluto!

domenica 13 novembre 2011

Canelés bordelais

A chi non conoscesse i canelés questi dolcini potrebbero sembrare alquanto mediocri e insignificanti. E devo ammettere che anche io durante molti anni li ho considerati...anzi proprio non li ho considerati... Forse perché la maniera tradizionale in cui si preparano è molto inflessibile. A differenza per esempio dei macarons o i muffins che figurano in una miriade di gusti diversi non ho mai visto una variante di questa ricetta. In più la cottura richiede degli stampini in rame. Sul mercato si trovano stampini sia in auminio sia in silicone ma se chiedete a un conaisseur (leggete francese) solo il rame va bene. Questa teoria è però difendibile per il fatto che il rame è un ottimo conducente di calore il che favorisce la cottura in superficie che deve risultare in un dolce che sia croccante fuori e cremoso dentro. Mentre con gli stampini in aluminio o silicone si cuociono subito dentro come un muffin e non si ha il cuore cremoso. Tuttavia, i miei canelés sono cotti in degli stampini di silicone e sono venuti bene. Ma continuerò a cercare quelli in rame per poter fare il confronto! Summa summarum: i canelés sono deliziosi e meriterebbero una reputazione migliore.

Ecco la ricetta tradizionale (chissà se oserò delle varianti...).

Per due forme (36 canelés piccoli):
mezzo litro di latte
1 uovo intero + 2 tuorli
140 g di farina
220 g di zucchero
30 g di burro
0,5 dl di rum scuro
1 bacca di vaniglia
1 cucchiaino di essenza di vaniglia

Primo giorno:
1. In un pentolino, portate a ebollizione il latte, il burro, il rum, l'essenza di vaniglia e la bacca di vaniglia divisa in due sulla lunghezza (lasciate i semi dentro). Appena il latte comincia a bollire, togliete il pentolino dalla fiamma e lasciatelo riposare per 15 minuti.

2. Con la frusta elettrica, sbattete le uova con lo zucchero fino ad avere un composto bianco e leggero. Togliete i semi dalla bacca di vaniglia e metteteli nella ciotola con le uova. Rimettete la bacca vuota nel latte.

3. Rimettete il latte di nuovo sulla fiamma e datelo una riscaldatina veloce. Togliete dalla fiamma appena non cominci a bollire. Lasciate riposare per 2 minuti, dopodiché versate ca 1/5 del latte sulla crema uova/zucchero. Mescolate bene con la frusta elettrica. Aggiungete la farina, tutta in un colpo, e mescolate ancora bene. Versateci dentro il resto del latte e mescolte bene.

Mescolando in questo modo si evitano i grumi di farina. Il latte deve essere molto caldo (ma non bollente) quando la versate sul composto di uova.

4. Fate raffreddare il composto in temperatura ambiente, dopodiché lasciatelo riposare in frigo per 24 ore. Girate un paio di volte durante questo tempo.

Secondo giorno:

5. Togliete la ciotola dal frigo e lasciate riposare in temperatura ambiente per un paio di ore prima di cuocere i canelés.

6. Preriscaldate il forno a 210 gradi. Imburrate le formine abbondantemente. Riempite le formine ma lasciate 3-4 millimetro dal bordo.

7. Infornate quindi a 210 gradi per 15 inuti. Abbassate la temperatura a 150 e continuate la cottura per altri 60 minuti.

Non vi allarmate se appena infornati i canelés si gofieranno. Dopo circa metà cottura si sgonfieranno e rientreranno nelle loro formine.

lunedì 7 novembre 2011

Carrot muffins con glassa al limone

In questo periodo dell'anno a casa nostra c'è sempre un sottofondo di profumo di cannella. Non posso fare a meno di avere i dolci e biscotti speziati a portata di mano. Sono fortunata a vivere in Belgio, dove ci sono gli speculoos che assomigliano ai pepparkakor svedesi. Se non ho il tempo di prepararli da sola, o di andare a comprarli a Ikea, posso sempre trovare gli speculoos in qualsiasi negozio.

Anche voi impazzite per questi biscotti? Avete già provato i pepparkakor morbidi, cupcakes agli speculoos con glassa di cranberries, tiramisu nordico con pepparkakor? Provate anche questi carrot muffins! Vi assicuro, uno non vi basterà!

Per i muffins:
3 uova
250 g di burro
6 dl di farina
2,5 dl di zucchero di canna scuro (cassonade)
2 cucchiaini di lievito in polvere
2 cucchiaini di vanillina
2 cucchiaini di cannella
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 pizzico di noce moscata grattugiata
1 pizzico di chiodi di garofano in polvere
1 pizzico di sale
175 g di carote grattugiate

Per la glassa:
150 g di philadelphia
50 g di burro morbido
2,5-3 dl di zucchero a velo
buccia grattugiata di 1 limone

buccia grattugiata di 1/2 limone (per la decorazione)

Fate fondere il burro. Frustate le uova con lo zucchero. Aggiungete il burro fuso. Mescolate la farina, il lievito, la vanillina e le spezie in una ciotola a parte. Aggiungete le carote grattugiate alle uova dopodiché aggiungete anche la farina.

Con due cucchiai mettete la pastella nelle formine da muffins. Cuocete a 175 gradi per ca 25-0 minuti.

Mescolate gli ingredienti per la glassa in una ciotola. Premete il "dorso" di un cucchiaio verso l'interno della ciotola per schiacciare tutti i grumi del formaggio e del burro. Quando i muffins si sono raffreddati spalmate la glassa sopra e decorate con lo zest del limone.

martedì 11 ottobre 2011

Meringhe francesi

Fino all'altro giorno non mi era chiara la differenza tra le meringhe francesi e quelle italiane. Ho preparato delle meringhe credendo di adoperare il metodo italiano, mentre dopo uno studio più aprofondito (leggi google) ho scoperto di aver preparato delle meringhe francesi.

In che cosa consiste la differenza allora? Le meringhe francesi si preparano riscaldando a bagnomaria il bianco d'uovo insieme allo zucchero frustando a mano, per poi continuare la frustatura con la frusta elettrica fuori dal fuoco finché la neve non diventi tiepida. Poi si formano delle meringhe più o meno grandi le quali si cuociono al forno a temperatura molto bassa per un paio di ore e il metodo dà (se riuscito bene) delle meringhe leggermente chewy all'interno.

Le meringhe italiane, o meglio la meringa italiana, in quanto si usa più spesso il termine al singolare, viene preparata con uno sciroppo di zucchero e acqua che si aggiunge al bianco d'uovo mentre viene frustato e la neve si usa poi spesso spalmata sopra le torte. Viene cotta non al forno ma con un "burner" giusto per dare un po' di colore sulla superficie alla meringa, che rimane cremosa dentro.

Le mie meringhe erano del tipo francese, ne ho fatte 8 mediamente grosse prosegendo così:

4 bianchi d'uovo
3 dl di zucchero bianco fino
il succo di 1/4 di limone
100 g di cioccolato fondente
mandorle a scaglie

Mettete i bianchi d'uovo, lo zucchero e il succo di limone in una ciotola d'acciao sopra una pentola con il fondo coperto di un po' d'acqua. Riscaldate frustando a mano a bagnomaria fino a che i bianchi raggiungano 60 gradi. Togliete dal fuoco e continuate la frustatura con la frusta elettrica fino ad avere una neve lucida e densa.

Sciogliete il cioccolato e versatelo sopra la neve insieme a una manciata di mandorle a scaglie. Girate molto grossolanamente con una spatola, solo un paio di giri, fino ad avere una neve marmorata. Con l'aiuto di due cucchiai disponete la neve su una placca da forno coperta di carta forno a forma di palle a fantasia oppure aiutatevi con una tasca da pasticcera per creare forme più regolari. Cuocete a gradi per 10 minuti, abbassate la temperatura a 100 gradi e proseguite la cottura per ancora 1 ora e mezza. Fate raffreddare su una griglia.

sabato 24 settembre 2011

Mini muffins con cioccolato bianco e lamponi

Se volete scoprire se i vostri colleghi sanno parlare non solo di deadlines, direttive e piani d'azione, e se il vostro capo sotto quella faccia seria seria sa anche sorridere, provate un giorno a portare in ufficio questi muffins. Scoprirete un altro lato delle persone che vedete ogni giorno. E sarà più bello lavorare insieme!

Per due teglie di mini muffins (24):

100 g di cioccolato bianco
100 g di burro fuso
1,5 dl di latte
1 barattolino di yogurt bianco
4 dl di farina
1 dl di zucchero di canna (cassonade)
2 cucchiaini di lievito in polvere
2 cucchiaini di vanillina
2 uova

Lamponi surgelati

Sciogliete il burro in un pentolino e aggiungete il latte e lo yogurt. Mescolate la farina, lo zucchero, il lievto e la vanillina in una ciotola. Tritate il cioccolato e aggiungetelo alla farina e gli altri ingredienti secchi. Versateci dentro il burro con il latte e infine le uova uno alla volta. Con l'aiuto di due cucchiaini versate il composto dentro delle formine da muffins e infilate un lampone surgelato al centro. Cuocete a 150 gradi per ca 15-20 minuti.

Io preferisco i muffins che sono ancora un po' bagnati al centro, ma se li preferite più secchi li cuocete qualche minuto in più.

domenica 18 settembre 2011

Gelato alle mandorle tostate con zucchero muscovado

È bizzarro ma io ho sempre mangiato più gelato durante l'autunno e l'inverno e so che per molti svedesi è così. Sarà che durante l'inverno buio e freddo uno vuole infilarsi nell'angolino del divano con una copertona, accendere tante candele e mangiare qualcosa che tira su. Creare un rifugio. Convincersi che anche il semestre buio ha il suo fascino. Con la gelataia regalatami dal maritino per il nostro secondo anniversario a luglio, questo inverno ha tutte le precondizioni per diventare bello, caldo e...dolce!

Per questa ricetta ho usato il concentrato di mandorle che ho diluito con del latte. Va bene ovviamente il latte di mandorla già pronto. Se non riuscite a trovarlo su queste latitudini, si può fare anche in casa. La ricetta si trova su internet, è facile ma richiede un po' di planning e tempo. Volendo si può anche escludere il latte di mandorla e sostituirlo con del latte normale. Il gelato avrà un gusto meno intenso, ma sarà ottimo lo stesso grazie alle mandorle tostate e lo zucchero muscovado che danno un sapore delicatamente mandorlato e nocciolato.

5 tuorli
50 g di zucchero muscovado (chiaro), se il latte di mandorla è dolce, se no 80 g
2,5 dl di latte di mandorla
2,5 dl di panna liquida
0,5 dl di mandorle intere, da tostare


Cominciate con le mandorle. Mettetele in una padella senza aggiungere grassi e tostatele leggermente. Fate raffreddare e mixatele grossolanamente in un mixer. Mettete da parte.

Sbattete energicamente i tuorli con lo zucchero. Mettete la crema in una pentola e riscaldate, girando sempre, fino a ca 37 gradi (mettete il dito, quando la crema ha la stessa temperatura del dito è perfetta). Versate dentro il latte di mandorla e la panna e continuate a girare senza interruzione riscaldando a fuoco basso. La crema non deve assolutamente bollire, se no rischia di coagulare e avrete le uova strapazzate. Mantenete la temperatura intorno a 65 gradi fino a che la crema non cominci a raddensarsi. Togliete dal fuoco e fate raffreddare. Mettete in frigo per qualche ora perché la crema si raddensi ancora un po'. Trasferite la crema in una gelataia. Quando il gelato avrà la consistenza giusta, versate in una vaschetta preraffreddata e mescolateci dentro le mandorle tostate. Mettete in freezer.

giovedì 14 luglio 2011

Mazarin al lime

Questa ricetta svedese assomiglia molto al frangipane. Nella galette des rois si usa la pasta sfoglia, ma nei mazarin si usa la frolla. Ma l'impasto è quasi identico. Io ho sempre amato i dolci un po' secchi, tipo tutti i tipi di biscotti, i pan di spagna, le cakes e i muffins, le frolle senza troppa crema ecc. I mazarin sono per questo motivo il mio dolce preferito. Purtroppo hanno una riputazione un po' negativa in Svezia. È considerato un po' "noioso" in quanto poco dolce, poco cremoso e poco innovativo. Ma sono proprio queste caratteristiche che mi attirano. A parte forse quella della scarza innovazione, ma per questo c'è rimedio. Basta aggiungere qualche ingrediente insolito, come qui per esempio il lime, e voilà abbiamo un dolce sfizioso e diverso.

Potrei inoltre immaginare tanti altri ingredienti da aggiungere per variarlo ancora, tipo l'arancio, il limone, le fragole, i lamponi, mirtilli ecc per la glassa e le noci, noccioline, macadamia, i pistacchi ecc per il ripieno. Altro che noioso!

ca 20 mazarin

La frolla:
6 dl di farina
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 cucchiaino di vanillina
3/4 dl di zucchero
1 uovo
250 g di burro

Il ripieno:
200 g di mandorle tritate grossolanamente + 125 g di farina di mandorle
(oppure 325 g di mandorle tritate finemente)
100 g di burro
4 uova
1,5 dl di zucchero
la buccia grattugiata e il succo di 1 lime

La glassa:
ca 2 dl di zucchero a velo
la buccia grattugiata di 1 lime
il succo di 0,5-1 lime

Mettete tutti gli ingredienti per la frolla nel food processor e attivatelo fino a che la pasta diventi una palla. Mettetela in frigo per ca 30 minuti.

Tritate le mandorle e mescolate gli ingredienti per il ripieno. A me piace quando le mandorle non sono tritate troppo finemente, ma se volete un ripieno più liscio tritatele di più oppure usate soltanto farina di mandorle.

Distribuite la frolla in delle formine di aluminio con l'aiuto del pollice. Mettete il ripieno. Non c'è bisogno di ungere le formine.

Infornate a 175-180 gradi per ca 20-30 minuti.

Fate raffreddare dopodiché togliete i dolci dalle formine (le potete lavare e riutilizzare).

Mescolate lo zucchero a velo con la buccia e il succo del lime. Spennellate la glassa sui dolci raffreddati.

La luce nella foto fa sì che il colore verde chiaro della glassa non si veda bene, ma la buccia del lime da alla glassa un bel colore verdino. Se volete rafforzare il colore ancora aggiungete qualche goccia di colore alimentare verde.

lunedì 27 giugno 2011

Crumble al cocco di rabarbaro e fragole

Due sono le cose di cui gli svedesi parlano i giorni prima di Midsommar: 1) Il tempo. Speriamo che migliori oppure Speriamo che continui così; e 2) Il cibo. Noi faremo il sill a pranzo e il barbecue la sera. Ma poi non c'è niente di eccezionale con queste tradizioni culinahttp://www.blogger.com/img/blank.gifrie perché 1) Tutte le famiglie mangiano le stesse cose, e 2) Tutte le famiglie mangiano le stesse cose che hanno mangiato a Pasqua, Natale e qualsiasi altra festa tradizionale. E se vuole piovere piove.

Con la giusta compagnia posso anche io mangiare un paio di pezzi di sill, magari con uno snaps al limone ghiacciato nel bicchierino. Ma è più la tradizione, la sensazione di appartenenza, che attira, piuttosto che il sapore. Per questo quest'anno sulla nostra tavola di Midsommar non c'era il sill. Ho invece preparato le tagliatelle con le polpette di salmone al sugo e questi crumble di rabarbaro e fragole. Cenetta estiva e molto buona, ma spero per l'anno prossimo di poter mangiare il "sill och nubbe" con la mia famiglia nel paese del sole di mezzanotte. E per quanto riguarda le tradizioni, la parola stessa è sinonima di ripetizione e conformità. E anche la pioggia è tradizione direi. Ce l'abbiamo nell'anima.

Per 4 mini crumble:
1,5 dl di farina
1,5 dl di fiocchi d'avena
1 dl di cocco grattugiato
0,5-1 dl di zucchero di canna
1,5 cucchiaino di vanillina

ca 10 fragole tagliate a pezzettini
ca 3 dl di rabarbaro tagliato a pezzettini (2-3 gambi)
1 cucchiaio di zucchero
1-2 cucchiaio di fecola di patate
1-2 cucchiaio di cannella

Mescolate velocemente gli ingredienti per il crumble in una ciotola (con le mani o nel mixer) fino a ottenere una pasta sbriciolosa. Mettetene poco meno della metà sul fondo delle 4 formine e appiattite leggermente. Mescolate il rabarbaro tagliato a pezzettini con lo zucchero e la fecola. Mettete il rabarbaro e le fragole sopra il crumble nelle formine e coprite con il rimanente del crumble. Infornate a ca 180 gradi e cuocete per ca 20 minuti o finché il crumble non avrà preso un bel colore dorato.

giovedì 16 giugno 2011

Verrines ai mirtilli con crema al mascarpone e crumble

Durante le vacanze stoccolmesi siamo stati invitati al battesimo del figlio della mia migliore amica. Non solo avevamo il piacere di assistere a questa stupenda cerimonia di una piccola creatura nuova al mondo, ma avevo anche l'onore di poter aiutare a preparare il buffè per la reception dopo. Per il dessert ho fatto tra altro queste verrines al mirtillo. Composte da due strati di compôte di mirtilli e due strati di crema al mascarpone alla vaniglia, e alla fine incoronate con del crumble. Fanno un figurone al buffè vi assicuro!

Per ca 15 verrines:

Per la compôte di mirtilli:
ca 400 g di mirtilli
0,5-1 dl di zucchero

Mettete i due ingredienti in un pentolino e fate cuocere a fiamma bassa finché non si raddensa. Mescolate spesso per evitare che attacchi sul fondo.

Il mascarpone alla vaniglia:
500 g di mascarpone
500 g di yogurt alla vaniglia denso
3-4 cucchiai di vanillina o i semi di mezzo baccello di vaniglia
la buccia grattugiata di 1 limone
(ev. zucchhero a velo)

Mescolate tutto in una ciotola e assicuratevi che tutti i grumi del mascarpone si sciolgano. Aggiungete eventualmente dello zucchero a velo se preferite una crema più dolce. Io non lo metto perché lo yogurt che utilizzo è già abbastanza dolce.

Il crumble:

150 g di farina
180 g di burro
150 g di farina di mandorle
150 g di zucchero

Mescolate il tutto finché avrete una pasta sbriciolosa e cospargetela su una placca da forno. Cuocete a 200 gradi per ca 20 minuti, o finché le briciole non avranno avuto un bel colore. Mescolate un paio di volte durante questo tempo per avere una cottura uniforme.

Mettete uno strato di mirtilli sul fondo delle verrines. Dopodiché mettete uno strato di crema al mascarpone, un altro strato di mirtilli e poi uno di mascarpone. Alla fine mettete qualche cucchiaio di crumble sopra. Mettete preferibilmente il crumble appena prima di servire per evitare che assorba umidità dalla crema.

giovedì 26 maggio 2011

Muffins al cioccolato bianco con compôte di lamponi e rabarbaro

I muffini sono il dolce che preferisco di tutte le categorie. Ma nonostante che siano facilissimi da preparare è anche molto facile che escano male. Un muffino uscito male è secondo me uno basso e soffice che si scioglie in bocca. Non se ne sente il sapore perché è tutta aria. Un muffino non deve sciogliersi in bocca, un muffino deve essere pesante, compatto e alto. Bisogna masticarlo, non schiacciarlo con la lingua contro il palato. Per questo ci metto sempre dei fiocchi d'avena (e a volte anche della farina di segale, anche nei muffini dolci). Non devono nemmeno essere troppo dolci. Quando seguo le ricette in genere divido la dose dello zucchero per metà, per questo le mie ricette di muffini richiedono spesso solo 0,5-1 decilitro di zucchero.

Una regola d'oro che seguo è: più brutto, e più buono è. Una pasta troppo soffice è più facile da versare nelle formine e quindi i muffini escono regolari e belli. Se invece la pasta è densa e compatta è difficile farla entrare nelle formine e i muffini escono più irregolari e...brutti. Quindi: Brutto = Buono!

Questi muffini non sono in verità troppo brutti, e infatti potevano anche essere un po' più compatti. Per questo ho aggiunto un po' di farina e fiocchi d'avena.

8-10 muffini di media grandezza

Per i muffini:
2 uova
0,75 dl di zucchero di canna
1 barattolino di yogurt naturale
150 burro sciolto
120 g cioccolato bianco tritato grossolanamente
4,5-5 dl di farina
1,5 dl di fiocchi d'avena
3 cucchiaini di vanillina
2 cucchiaini di lievito in polvere

Per la compôte:

100 g di lamponi
100 g di rabarbaro
0,5 dl di cassonade
1 cucchiaino di vanillina
ev. 0,5 cucchiaino di semi di vaniglia

Iniziate con la compôte. Mettete tutti gli ingredienti in un pentolino e fate cuocere per ca 5 minuti. Quando la compôte comincerà ad avere una consistenza cremosa e fluida sarà pronta. Fate raffreddare.

Sbattete le uova con lo zucchero. Aggiungete il burro sciolto non bollente e il cioccolato tritato. È importante che il burro non sia caldo per evitare che i pezzettini di cioccolato si sciolgano. In una ciotola a parte mescolate la farina, i fiocchi d'avena, il lievito e la vanillina. Aggiungete il tutto all'impasto delle uova.

Versate la compôte sopra l'impasto e mescolate molto delicatamente con poche cucchiaiate per avere un effetto marmorizzato.

Con l'aiuto di due cucchiaini mettete la pastella nelle forme da muffins e infornate a 175 gradi per ca 20 minuti.

lunedì 23 maggio 2011

Palline al cioccolato

Quando ero bambina questi dolcetti si chiamavano palline del negro. Tutti dicevano così e nessuno pensava che poteva essere offensivo. Tra gli anni 80 e 90 cambiavano successivamente nome diventando palline al cioccolato, allo stesso ritmo che la società diventava, o cercava di diventare, più politically correct.

Quando ero una giovane studentessa lavoravo nel reparto pasticceria in un grosso supermercato. Un giorno arrivò un cliente di evidente origine africana. Inizialmente vagava avanti e indietro davanti al banco, con un'aria da furbacchione, ma alla fine si avvicinò. Gli chiesi se potevo aiutarlo e lui indicò col dito le palline e mi chiese - in inglese: What are those called? Io avevo già capito che questo tizio non voleva comprare niente, voleva solo fare lo spiritoso e prendermi in giro. Sapeva benissimo come si chiamavano! Io però non mi feci prendere in giro ma risposi molto correttamente: Chocolate balls. Do you want some? E come avevo già intuito il ragazzo non voleva affatto comprare e mi disse: No thank you. E si girò e se ne andò. Un comportamento un po' bizzarro se chiedete a me, ma allo stesso tempo abbastanza divertente.

Come vuoi chiamare questi dolcetti, sono comunque buonissime! Noi amiamo il forte sapore del cioccolato fondente, per questo ho modificato la ricetta tradizionale e ci metto più cacao amaro e anche del cioccolato fondente sciolto (il che la ricetta tradizionale non richiede).

100 g di burro a temperatura ambiente
0,5-0,75 dl di zucchero muscovado (o di canna)
2 cucchiaini di vanillina
1 dl di cacao amaro
4 dl di fiocchi d'avena
2 cucchiai di caffè forte
80 g di cioccolato fondente sciolto

del cacao amaro, cocco o cioccolato fondente per coprirle

Mescolate il burro con lo zucchero in una ciotola. Aggiungete la vanillina, il cacao, i fiocchi d'avena, il caffè e il cioccolato e mescolate bene fino ad avere una pasta ben composta. Formate delle palline. La pasta sarà molto incollosa e vi sporcherete abbastanza, ma giuro che ne varrà la pena! Passate le palline nel cacao, nel cocco o nel cioccolato sciolto e mettetele in frigo per rapprendersi.

Toglietele dal frigo ca 30 minuti prima di mangiarle in modo da far emergere bene tutti i sapori.

giovedì 14 aprile 2011

Alfajores sudamericani con lime curd

Siamo un gruppo di amici che si incontra una volta al mese per cucinare insieme. L'ultima volta abbiamo fatto cucina sudamericana e a me toccava preparare il dolce. Ho scelto questi biscotti che inizialmente credevo fossero puramente argentini. Dopo ricerche più aprofondite ho scoperto che la loro origine è araba, più tardi inseriti nella tradizione spagnola dopodiché portati con i colonizzatori nel continente sudamericano. Non solo in Argentina, ma un po' dapperttutto come in Uruguay, Messico, Bolivia, Cile tra altri.

A dir il vero quello che accomuna i miei alfajores con quelli tradizionali è solo l'apparenza. E manco quella visto che alla fine li ho colorati verdi. Ma poco male, il sapore è ottimo e uno tira l'altro.

La ricetta originale era americana con le dosi in cups e ounces. Non mi ci trovo con queste misure, per questo le ho convertite in decilitri e grammi.

Per i biscotti:
2,5 dl di zucchero
180 g di burro morbido
85 g di Philadelphia cream cheese
1 cucchiaio di buccia grattugiata di lime
1 cucchiaio di spremuta di lime
1 cucchiaino di vanillina
un pizzico di sale
4,5 dl di farina

Per il lime curd:

100 g di burro
1,8 dl di zucchero
1 cucchiaio di buccia grattugiata di lime
1 dl di spremuta di lime
1 cucchiaio di maizena
un pizzico di sale
4 tuorli d'uovo

Preparazione biscotti:
1. Impastate velocmente lo zucchero, il burro e il cream cheese nel food processor.

2. Aggiungete la buccia e il succo di lime, la vanillina, il sale e mescolate.

3. Alla fine aggiungete la farina. Non lavorate troppo la pasta, giusto finché tutto non si amalgami.

4. Formate due filoni da ca 5 cm di diametro. Avvolgeteli in della pellicola e mettete a riposare in frigo.

Preparazione lime curd:
5. Sciogliete il burro, lo zucchero, la buccia+il succo di lime e il sale in una pentola su fuoco basso. Mescolate tutto il tempo perché non si bruci.

6. Sbattete i tuorli in una ciotola che resiste al caldo. Versateci dentro ca mezzo decilitro del composto al burro caldo e mescolate. Versate tutto il composto con le uova dentro la pentola con il burro e mescolate bene.

7. Rimettete la pentola sulla piastra e riscaldate a fuoco basso mescolando in continuazione finché la crema non si raddensi. Per sapere quando è pronta potete fare la prova tirando la frusta attraverso la crema; quando i segni della frusta rimangono la crema è pronta.

8. Mettete la crema in frigo perché si raddensi ancora.

9. Prendete i filoni di pasta dal frigo e tagliateli in dei dischetti da ca 5-7 mm di spessore. Disponeteli su una placca con carta forno.

10. Inumidite leggermente la superficie con dell'acqua e cospargete con un po' di zucchero (che avrete eventualmente colorato con del colore alimentare).

11. Cuocete a 175 gradi per 8-10 minuti. Fate raffreddare.

12. Con l'aiuto di una tasca da pasticciere o un coltello, distribuite la crema su metà dei biscotti e mettete l'altra metà sopra.

sabato 26 marzo 2011

Waffel Day

Il 25 marzo è il Våffeldagen, ovvero il "waffel day", in Svezia. Tutte le famiglie posseggono un ferro per fare i waffel e li mangiano almeno una volta all'anno, cioè il 25 marzo. Vi chiederete Ma perché bisogna nominare un giorno specifico per mangiare sti waffel? I Belgi riescono a mangiarli tutto l'anno! D'altronde sono cosi buoni che mangiarli una sola volta all'anno è un gran peccato. Ma c'è una ragione. Il 25 marzo è anche il giorno dell'Annunciazione del concepimendo della Vergine Maria. In inglese questa festa si chiama Lady Day e in svedese originariamente era Vår Fru-dagen (giorno della Nostra Signora). Provate a pronunciare "Vår Fru" molto velocemente e per centinaia di anni e vedrete che alla fine uscirà una cosa tipo "voffu" dalla vostra bocca. Così Vårfru-dagen è diventato Våffeldagen e tutti gli svedesi hanno una scusa per mangiarli - almeno in quel giorno!

Li ho fatti sia salati, con degli spinaci tritati e serviti con degli accessori tipici: salmone marinato, cipolla rossa tritata e panna acida; sia dolci con panna montata, more e zucchero a velo.

Se volete farli a casa dovete procurarvi di un ferro apposito. In Svezia si usa un tipo che fa i waffel più sottili rispetto a quelli belgi.

Per la pastella salata:
125 g burro
2 dl di latte intero
4 dl di farina
2 uova
1 cucchiaino di lievito in polvere
2 dl di acqua fredda (frizzante)
1 cucchiaino di sale
150 gr di spinaci freschi

Per la pastella dolce:

125 g burro
2 dl di latte intero
4 dl di farina
2 uova
1 cucchiaio di lievito in polvere
2 dl di acqua fredda (frizzante)
2 cucchiaini di zucchero vanigliato

Sciogliete il burro in un pentolino. Mescolate gli ingredienti secchi in una ciotola. Aggiungete metà del latte e frullate energicamente. Dopodiché aggiungete il resto del latte, le uova e il burro fuso. Alla fine versateci dentro anche l'acqua e frullate. Va bene con acqua normale ma se frizzante i waffel mantengono più a lungo la loro croccantezza.

Se fate dei waffel dolci lo zucchero vanigliato va aggiunto insieme agli altri ingredienti secchi. Per quelli salati fate appassire gli spinaci in una pentola senza aggiunta di acqua o olio. Tritateli e aggiungeteli alla pastella.

Mettete ca 1 dl di pastella ne ferro caldo e cuocete per un paio di minuti, finché i waffel non saranno dorati e croccanti. Mangiateli subito.

martedì 15 marzo 2011

Tiramisu con crema di pistacchi e lamponi


Questa può essere considerata una ricetta fast food in quanto, con i giusti ingredienti in casa, ci vogliono ca 15 minuti a prepararla. Il bello però è che uno può scegliere il grado di amore e dedizione da metterci, e se fare un dolce sprint che comunque si presenta bene agli ospiti, oppure se creare un dessert che in una sola cucchiaiata racchiuide l'amore per la cucina, per gli ospiti, per le tradizioni e per la vita stessa. Scegliete voi!

La dedizione totale richiede un brattolo di crema di pistacchi di Sicilia. Preferibilmente di Bronte, che secondo chi se ne intende sono i migliori. Visto che questa crema è una rarità dalle nostre parti si possono anche mixare i pistacchi (di Bronte o altrove) e ridurli a purea e creare così un concentrato di pistacchi. Se durante il vostro ultimo viaggio in Sicilia non avete pensato a fare una scorta di questa crema, e se non avete voglia di farla da soli, potete optare per la versione fast e aggiungere alla crema al mascarpone qualche goccia di aroma di pistacchi, per rafforzarne il sapore.

Qualsiasi versione sceglierete, questo dessert farà un gran successo!

Le dosi bastano per 6-8 bicchierini (meglio se piccoli)

Per la crema:
1 barattolo di mascarpone (250 gr)
ca 1 dl di yogurt cremoso alla vaniglia
1 cucchiaino di vaniglia in polvere (o zucchero vanigliato)
1 dl di pistacchi (non salati) tritati grossolanamente
qualche goccia di colore alimentare verde
qualche cucchiaino di crema di pistacchi (o qualche goccia di aroma di pistacchi)

ca 50 lamponi
biscotti alle mandorle - io ho usato dei biscotti sottilissimi dal sapore simile ai cantuccini, ma anche i cantuccini tradizionali vanno benissimo se si sbriciolano in pezzi più piccoli
qualche cucchiaio di Cointreau
pistacchi interi per decorare

Mescolate il mascarpone e lo yogurt in una ciotola. Aggiungete la vaniglia e i pistacchi tritati. Il colore verde non è neccessario ma i pistacchi non danno molto colore e anche l'occhio vuole la sua parte. Aggiungete qualche cucchiaino di crema di pistacchi, se ne avete, altrimenti qualche goccia di aroma di pistacchi.
Mettete la crema nel frigo a raddensarsi.

Sbriciolate i biscotti in pezzetti e metteteli su un piatto. Gocciolate sopra il liquore. Mettete qualche cucchiaio di crema sul fondo dei bicchierini, sistemate sopra i biscotti, un altro poco di crema, altro strato di biscotti, i lamponi. Finite con un'ultimo strato di crema. Mettete sopra qualche pistacchio intero.

mercoledì 23 febbraio 2011

Speculoos cupcakes with cranberry frosting


Ecco un'altra ricetta facile facile che potete preparare per i vostri brunch di fine inverno. Gli speculoos, come anche i pepparkakor nelle sue svariate forme, mi fanno pensare all'inverno, e soprattutto al Natale. Ora, a fine febbraio, non è che ho nostalgia di Natale (anche se quest'anno l'ho saltato e mi è mancato quell'atmosfera particolare di quel periodo, con tutti i suoi profumi e odori, tutte le persone che d'improvviso diventano più buoni...), ma visto che fa ancora freddino e la primavera tarda, cerchiamo di fare il meglio della situazione!

Per 6-8 muffins grandi:
2 uova
1,5 dl di cassonade
1 barattolo di yogurt greco (ca 170 gr)
50 gr di burro fuso
1 dl di confettura di lingon (si trova p.es. a Ikea) oppure altra confettura acidula, tipo cranberries
4 dl di farina bianca
1 dl di fiocchi d'avena
2,5 cucchiaini di lievito in polvere
3 cucchiaini di spezie per speculoos
3 cucchiaini di 4 épices
2 cucchiaini di cannella in polvere
1 pizzico di anice in polvere

Sbattete le uova con lo zucchero. Aggiungete lo yogurt, il burro e la confettura. Mescolate la farina, i fiocchi d'avena, le spezie e il lievito in una ciotola a parte, dopodiché aggiungetelo alle uova. Mescolate delicatamente.
Versate il composto in delle formine da muffins. Infornate a 200 gradi per 15-17 min. Se fate dei muffins grandi potreste farli cuocere un minutino in più.

Preparate la glassa:
50 gr di philadelphia cream cheese
1 cucchiaio di confettura di cranberries
1-2 dl di zucchero a velo

Mettete il philadelphia e la confettura in una ciotola. Setacciate lo zucchero a velo dentro la ciotola e mescolate. Se la crema risulta troppo liquida aggiungete ancora dello zucchero a velo finché non diventa spalmabile.

Quando i muffins sono freddi spalmate sopra la glassa!

martedì 15 febbraio 2011

Biscotti al doppio cioccolato con crema al lampone (seducenti)


Il tuo lavoro è ok ma non dà soddisfazioni eccezionali? Una stanza in più a casa non nuocerebbe? E da tempo vorresti dare una pitturata nel salotto per ravvivarne un po' il colore? La macchina funziona ancora ma prima che sarà troppo vecchia vorresti cambiarla in un modello più nuovo? Per non parlare della casa in campagna che sogni di poter comprare dove passare lunghe settimane oziose d'estate. E una settimana al caldo a fine febbraio quando i depositi d'energia sono ormai da tempo esauriti, quanto la desideri!! Già che ci siamo: quella persona con cui dividi la casa e le cui uniche tracce che vedi sono i calzini sporchi buttati nel bagno, non è che gli faresti fare la stessa fine della macchina?

Prendi un solo di questi dolcetti apparentemente insignificanti con il caffè o dopo cena e non chiederai più nulla dalla vita. Ti sentirai sodisfatto. Felice, addirittura. Una ricetta facile della felicità in un tempo quando chiediamo sempre di più.

sabato 12 febbraio 2011

Cupcakes al limone con cuore cremoso



Se andando in un'isola deserta potessi portarmi una sola cosa in quantità indefinite porterei dei limoni. Il limone è la cosa più spettacolare che il Creatore abbia creato. Va bene con tutto: gli antipasti, i primi, secondi, dessert, nel coctail, nella coca, nella brocca dell'acqua del rubinetto. Hai un po' di nausea? Bevi un bicchiere di acqua al limone. Hai i denti ingialliti? Metti qualche goccia di limone sullo spazzolino. Mal di gola? Sciacqua la gola con del succo di limone.

Il limone esalta il già esaltato: le ostriche, il salmone, i gamberoni, il carpaccio. Ma va anche bene per le cose più semplici: metti una fetta di limone sui bastoncini di pesce e il piatto ha subito un altro aspetto!
L'aroma del limone è così piacevole che viene usato nei più svariati prodotti: saponi, detersivi, salviette, caramelle, medicine, shampo... Non è soltanto buono a mangiare e annusare, ma anche bello da guardare! Metti tre-quattro limoni su un piatto di ceramica e hai creato i più bello dei centrotavola.

L'altra settimana ho avuto la fortuna ad avere due chili di limoni consegnati direttamente da un agrumeto siciliano. Nella mia cucina è scoppiata un'orgia di limoni i cui risultati sono stati, tra altro, tartelettes al lemoncurd, un pan di spagna al limone e, amici miei, questi irresistibili cupcakes al limone.

Cosa avrei fatto allora con tutti sti limoni sull'isola deserta? Beh, dopo aver disinfettato le mie ferite, marinato il pesce e sbiancati i denti mi sarei chiesta come caspita potevo essere così stupida a non chiedere una barchetta...

6-8 muffoni
2 uova
1,5-2 dl di zucchero
100 g di burro fuso
4-4,5 dl di farina
3 cucchiaini di lievito in polvere
buccia grattugiata di 1 limone
0,5 dl di yogurt denso
0,5 dl di panna liquida

Sbattete le uova con lo zucchero. Aggiungete il burro. Mescolate la farina, il lievito e la buccia del limone in una ciotola a parte dopodiché mescolate la farina con le uova. Montate la panna a neve densa e mescolatela con lo yogurt. Versare la yogurt-panna nella ciotola con la pasta e mescolate delicatamente senza che si amalgami completamente. La pasta deve risultare "zebrata", giallo-bianca. Con l'aiuto di due cucchiai versate la pasta in delle formine da muffins. Infornate a 200 gradi per 15-20 minuti.

Sfornate e fate raffreddare. Tagliate la cima dei muffins e ricavate un po' della mollica per fare un buco al centro. Versate dentro del lemoncurd e rimettete la cima per chiudere il buco.

Preparate il frosting:
100 g di philadelphia cream cheese
50 g di burro morbido (temperatura ambiente)
ca 2 dl di zucchero a velo
la buccia grattugiata di 1 limone
il succo di ca mezzo limone

Mescolate il philadelphia con il burro fino a ottenere una crema liscia. Aggiungete la buccia del limone e lo zucchero a velo setacciato. Mescolate. Aggiungete a gocce il succo del limone un poco alla volta e mescolate fino a ottenere una crema semi-densa. La crema deve essere spalmabile ma non troppo liquida. Se risulta troppo fluida aggiungete ancora un po' di zucchero a velo, se invece risulta troppo dura aggiungete ancora del succo di limone.

Spalmate la glassa sui muffins e decorate a fantasia. Io ho fatto dei cuoricini con il cioccolato fondente con l'aiuto di un pezzo di carta forno fatta a cono, poi raffreddati nel freezer. Un trucchetto semplice ma che fa figura :)

mercoledì 26 gennaio 2011

Cours de patîsserie 3



Vitamina C effervescente? Quintali di frutta e verdura? Un week end in campagna? Terapia di luce? Se avete già provato tutto resta una sola cosa da provare: La tarte au citron in crosta alle mandorle. Questo dono del Dio degli agrumi all'umanità dimostra il suo aspetto più incantevole se preparato con i limoni della Costiera amalfitana. Il che la sottoscritta è stata fortunata a poter fare. Questi favolosi limoni dalla bucca profumatissima dallo spessore di un paio di centimetri e con una polpa così dolce che li mangi così come sono, a spicchi. Se il vostro fruttivendolo non commercializza i limoni della Costiera (soprattutto qui a Bruxelles può risultare un'impresa un pochettino difficoltosa trovarli) prendete quello che trovate, c'è poco da fare. Occhio però a scegliere i limoni con la buccia spessa, perché quando li grattugerete le scagliette devono essere carnose e profumate!

Per la crosta:
200 g di farina bianca
50 g di farina di mandorle
125 g di zucchero a velo
125 g di burro morbido
1 uovo
la buccia grattugiata di 1 limone (preferibilmente della Costiera!)

Per il lemon curd:
125 ml di succo di limone
100 g di burro
150 g di zucchero
1 uovo + 3 tuorli d'uovo

Per la crosta:
1. Sbattete il burro con lo zucchero a velo. Aggiungete l'uovo e mescolate bene. Aggiungete la farina poca alla volta, la farina di mandorle e la buccia di limone. Lavorate finché non si ottenga una pasta liscia. Se la pasta risulta troppo appiccicosa aggiungete un altro po' di farina, ma pochissima alla volta per non avere una pasta troppo pesante e dura. Avvolgete la pasta in della pellicola e fatela riposare per ca 30 min in frigo.

2. Stendete la pasta sul piano di lavoro leggermente infarinato e formate un disco dallo spessore di 3-4 mm. Imburrate una forma da crostata e copritela con il disco. Bucate il fondo con una forchetta in 5-6 punti.

3. Infornate a 180 gradi per 15-20 min. Fate raffreddare.

Per il lemon curd:
4. Mettete il succo del limone, il burro e metà dello zucchero in un pentolino e riscaldate a fiamma bassa. Quando avrete una crema calda, liscia ma non bollente, toglietela dalla fiamma.

5. Sbattete l'uovo e i tuorli con il resto dello zucchero e aggiungetelo alla crema al limone nel pentolino. Riscaldate di nuovo a fiamma bassa e mescolate in continuazione finché la crema non cominci a ispessirsi.

6. Versate il lemon curd nella crosta e fate raffreddare. La crema si raddenserà man mano che si raffredderà. Se avete fretta potete mettere il dolce nel frigo.

domenica 23 gennaio 2011

Pepparkakor morbidi



Per chi non è nato e cresciuto in Svezia sarà difficile capire i sentimenti che rievocano questi biscotti. C'è chi li preferisce con burro e formaggio, chi con della marmellata e chi con burro, formaggio e marmellata. Io li preferisco al naturale, senza niente. Al massimo massimo con un po' di marmellata di arancia. In ogni modo, sono pochi ad essere indifferenti davanti a questi pepparkakor della Scania. Perché piacciono!

Sono anche molto pratici perché non si comportano come i normali biscotti che dopo qualche giorno nel barattolo diventano secchi e tristi. Questi anzi migliorano dopo qualche giorno perché acquistano quel sapore intenso che solo la maturazione può apportare e quella consistenza chewy che è tipico di questi biscotti. SE rimangono nel barattolo, cioè.

Per ca 20 pepparkakor:

1 dl cassonade scuro
1,5 dl sciroppo chiaro oppure miele
1 cucchiaino di garofano in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
2 cucchiaini di cannella in polvere
un pizzico di noce moscata in polvere
50 gr di burro
1 uovo
0,5 dl di latte
2 cucchiaini di lievito in polvere
6-7 dl farina

1. Fate bollire la cassonade e lo sciroppo/il miele in un pentolino. Aggiungete il burro e le spezie. Fate sciogliere il tutto e mescolate fino ad avere un composto omogeneo.

2. Sbattete l'uovo con il latte. Aggiungete questo liquido nel pentolino con lo zucchero e il burro mentre è ancora caldo. Mescolate e fate raffreddare il composto.

3. Mettete 6 dl di farina e il lievito in una ciotola. Aggiungete poco alla volta il composto zucchero-burro-uovo-latte nella farina. Lavorate la pasta con le mani per il miglior risultato. Se la pasta sembra troppo appiccicosa aggiungete un altro poco di farina ma fate attenzione di non metterene troppa, se no la pasta diventa troppo pesante.

4. Rimettete la pasta nella ciotola e coprite con della pellicola. Fate riposare in frigo per due giorni se non avete fretta per niente. Fate riposare per un giorno se siete stati previdenti ad aver preparato l'impasto il giorno prima che vi servissero i biscotti. E fate riposare per un paio di ore se d'improvviso siete stati colpiti da una voglia matta di preparare i pepparkakor e non potete proprio aspettare.

5. Formate con le mani delle palline dalla grandezza delle palline da golf. Mettetele sulla placca da forno ricoperta da carta forno. Schiacciatele leggermente. Infornate a 180 gradi per ca 12-15 minuti.
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