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martedì 11 ottobre 2011

Polpette con tzatziki alla barbabietola

Le classiche polpette svedesi sono infantilmente facili da preparare. Da non credere infatti. Carne, pangrattato, sale, pepe, cipolla e un uovo. La ricetta sotto non è quindi quella tradizionale. L'aggiunta del cumino è invenzione mia in quanto ritengo che dia un "di più" che rende il risultato migliore dell'originale. Ma se chiedete a uno svedese cosa ne pensa del cumino nelle polpette vi prenderà per pazzi! Voi sareste scusati, visto che siete italiani e si sa che gli italiani mangiano solo...cose loro. Il cumino fa parte della cucina mediterranea quindi, fate voi. Per me invece non ci sono scuse. Ma me ne infischio, tanto queste polpette sono to die for!

Lo tzatziki alla barbabietola è un contorno che andava molto di moda in Svezia negli anni 90. Ora credo nessuno lo faccia più. È ritenuto out. Io direi invece che è retrò. E tutto ciò che è retrò è...in! Quindi provatelo insieme alle polpette, è un abbinamento molto felice!

Per ca 40 polpette:
400 gr di carne di manzo macinata
4 cucchiai di pangrattato
1/2 dl di latte
1 cucchiaino di sale
pepe bianco
0,5 cucchiaino di cumino
0,5 cipolla tritata finemente
1 uovo piccolo (o mezzo grosso)

Mettete il pangrattato e il latte in una ciotola a gonfiare. Aggiungete la carne, il sale, pepe, cumino e la cipolla e mescolate bene. Aggiungete infine l'uovo e mescolate. Lasciate riposare in frigo per ca 30 min. Con le mani leggermente bagnate di acqua fredda formate delle polpette. Bagnate le mani di tanto in tanto per evitare che la carne si attacchi. Friggetele in poco olio di colza su fiamma media finché avranno avuto un bel colore dorato.

Tzatziki alla barbabietola:

2 grosse barbabietole già cotte
1 barattolo (250 g) di yogurt greco intero
100 g di feta
1 spicchio d'aglio (oppure 1 cucchiaino di puré all'aglio per un sapore più delicato)
pepe nero
un filino d'olio d'oliva

Tagliate le barbabietole in cubetti piccoli e metteteli in una ciotola. Versateci dentro lo yogurt, il feta sbriciolato, l'aglio e il pepe e mescolate bene. Aggiungete infine un filo d'olio. Lasciate in frigo per ca un'ora perché i sapori si sposino bene.

mercoledì 28 settembre 2011

Crema di aglio

# Per evitare che si lacrimino gli occhi mentre tagliate la cipolla, succhiate una zolletta di zucchero.
# Avete dei vecchi libri con delle macchie gialle e marroni? Prendete una baguette o dei panini bianchi e formate una pallina con la mollica. Con questa pallina cancellerete tutte le macchie.
# Avete la febbre? Bagnate un asciugamano con dell'aceto e mettetelo come un impacco sulla fronte. La febbre va via in un batter d'occhio.
# Prevenite il hangover bevendo un coctail di olio d'oliva e succo di limone.
# Curate il hangover masticando un pezzo di ginseng.
# Evitate il hangover lasciando stare i drinks.

Un altro consiglio casalingo che vi posso dare è di preparare questa crema di aglio che ha un sapore delicato e piacevole e sostituisce l'aglio fresco nei vostri piatti. 1-2 cucchiaini per ogni spicchio fresco. Evitate così ogni volta di dover pelare gli spicchi, tritarli o schiacciarli, sporcarvi e impuzzirvi le mani. La crema si conserva in frigo per varie settimane.

Per un barattolo prendete 5 teste di aglio intere, togliete gli spicchi e distribuiteli su una placca da forno. Arrostiteli nel forno a 175 gradi per 20 minuti. Lasciate raffreddare. Pelate gli spicchi (un po' laborioso ma un plus è che l'aglio cotto non lascia odore sulle dita) e frullateli a crema nel mixer con un decilitro di olio di oliva e un pizzico di sale. Versate su un barattolo e conservate in frigo.

martedì 19 luglio 2011

Coctail lappone

Come ricorderete questa estate? Non sarà di certo come l'estate più calda del decennio. Ma succedono sempre delle piccole cose che colleghiamo a un determinato periodo e poi quando penseremo a quell'avvenimento ricorderemo tutto il contesto: il tempo che faceva, con chi stavamo, come ci sentivamo ecc. L'estate scorsa per esempio faceva molto caldo durante un paio di settimane a luglio. Così caldo che abbiamo deciso di comprare un ventilatore. In Belgio deve fare MOLTO caldo perché uno decida di comprare un ventilatore, visto che si userà due massimo tre settimane all'anno. Mio padre venne a trovarci con la compagna durante questa ondata di caldo. Quando penso all'estate scorsa penso a queste cose: il caldo, la visita di papà (con tante risate e la gioia di stare insieme) e il ventilatore.

Cosa penserò tra un anno di questa estate. Di sicuro al nuovo lavoro. A come fatigavo per imparare tutte le cose nuove e come mi sentivo stupida a non capire niente all'inizio. Penserò al week end da zia Monique in Francia. Alla stanchezza disarmante. Alla speranza e le aspettative per il futuro.

Se volete fare di questa estate un ricordo davvero memorabile, prendete una sera dopo una giornata molto calda (se ne trovate una...), dopo che avrete fatto tante cose utili e vi sentirete soddisfatti e contenti di voi stessi. Mettetevi sul balcone al tramonto, sentite come ogni rumore diventa più chiaro, più isolato. Una giornata che si spegne, la notte che si avvicina. Sorseggiate un coctail dal colore del sole di mezzanotte, rosso rubino. Questo momento si inciderà nella vostra memoria.

Per 1 litro:
4 dl di bevanda ai lingon (Ikea) oppure succo di cranberries
2 dl di Martini bianco
1 limone affettato
4 dl di vino bianco
lamponi surgelati

‎La bevanda ai lingon si compra sotto forma di concentrato. Si trova a Ikea ma potrete anche usare il succo di cranberries dal supermercato. Diluite il concentrato con acqua secondo le istruzioni sulla confezione, o magari con un po' meno acqua di quanto indicato.
Mescolate la bevanda ai lingon/il succo di cranberries con il Martini e aggiungete le fette del limone. Lasciate tirare per un'oretta. Versate nei bicchieri a metà e aggiungete il vino bianco. Mettete un paio di lamponi surgelati in ogni bicchiere.

lunedì 23 maggio 2011

Palline al cioccolato

Quando ero bambina questi dolcetti si chiamavano palline del negro. Tutti dicevano così e nessuno pensava che poteva essere offensivo. Tra gli anni 80 e 90 cambiavano successivamente nome diventando palline al cioccolato, allo stesso ritmo che la società diventava, o cercava di diventare, più politically correct.

Quando ero una giovane studentessa lavoravo nel reparto pasticceria in un grosso supermercato. Un giorno arrivò un cliente di evidente origine africana. Inizialmente vagava avanti e indietro davanti al banco, con un'aria da furbacchione, ma alla fine si avvicinò. Gli chiesi se potevo aiutarlo e lui indicò col dito le palline e mi chiese - in inglese: What are those called? Io avevo già capito che questo tizio non voleva comprare niente, voleva solo fare lo spiritoso e prendermi in giro. Sapeva benissimo come si chiamavano! Io però non mi feci prendere in giro ma risposi molto correttamente: Chocolate balls. Do you want some? E come avevo già intuito il ragazzo non voleva affatto comprare e mi disse: No thank you. E si girò e se ne andò. Un comportamento un po' bizzarro se chiedete a me, ma allo stesso tempo abbastanza divertente.

Come vuoi chiamare questi dolcetti, sono comunque buonissime! Noi amiamo il forte sapore del cioccolato fondente, per questo ho modificato la ricetta tradizionale e ci metto più cacao amaro e anche del cioccolato fondente sciolto (il che la ricetta tradizionale non richiede).

100 g di burro a temperatura ambiente
0,5-0,75 dl di zucchero muscovado (o di canna)
2 cucchiaini di vanillina
1 dl di cacao amaro
4 dl di fiocchi d'avena
2 cucchiai di caffè forte
80 g di cioccolato fondente sciolto

del cacao amaro, cocco o cioccolato fondente per coprirle

Mescolate il burro con lo zucchero in una ciotola. Aggiungete la vanillina, il cacao, i fiocchi d'avena, il caffè e il cioccolato e mescolate bene fino ad avere una pasta ben composta. Formate delle palline. La pasta sarà molto incollosa e vi sporcherete abbastanza, ma giuro che ne varrà la pena! Passate le palline nel cacao, nel cocco o nel cioccolato sciolto e mettetele in frigo per rapprendersi.

Toglietele dal frigo ca 30 minuti prima di mangiarle in modo da far emergere bene tutti i sapori.

giovedì 19 maggio 2011

Frittelle di zucchine

Raramente faccio le stesse ricette due volte. Non perché non escano bene, ma perché proprio non riesco a non fare delle modifiche alle ricette. Queste frittelle però sono un'eccezione. Le faccio regolarmente e senza fare grosse modifiche alla ricetta di base. A volte sostituisco il parmigiano con il pecorino, a volte metto più a volte meno zucchina, ma la base è sempre la stessa. Proprio perché sono buone e facili da preparare. Una sorta di fast food ma sano. A volte le mangiamo così come sono, con un po' di confettura di mirtilli rossi (eeeeh dopotutto sono svedese, cosa credete?) e un'insalata, e a volte con accessori un po' più ricercati come il salmone affumicato o del prosciutto. E il bello è che si possono anche modificare a seconda dei gusti e le voglie: provate anche con della carota grattugiata, gli spinaci tritati, aglio e cipolla, del peperoncino, della feta o mozzarella...

Ecco la ricetta di base:

Per 4 persone (ca 25 frittelle)
1 zucchina grossa o 2 piccole
3-4 uova
1 dl di farina
1 dl di latte
1 dl di parmigiano grattugiato
sale, pepe
noce moscata
qualche foglia di erbe aromatiche, p.es. timo, basilico, menta...

Grattugiate la zucchina e mescolate con le uova, la farina, il latte, il parmigiano, il sale, il pepe e le erbette. La pastella deve essere semi-liquida in modo da poter formare delle piccole frittelle non troppo sottili in padella. Riscaldate poco olio in una padella antiaderente e friggete 3-4 frittelle alla volta, qualche minuto su ogni lato.

giovedì 5 maggio 2011

Polpette al rosmarino e limone

Se Colombo non avesse avuto il coraggio di intraprendere il suo pazzo viaggio per scoprire l'India, oggi il mondo non sarebbe stato questo. Se gli scontenti Francesi non avessero avuto il coraggio di protestare contro la nobiltà, non avremmo avuto nessuna rivoluzione e l'Europa di oggi sarebbe stata diversa. Se Romeo e la sua Giulietta si fossero chinati davanti alla convenienza e non avessero avuto il coraggio di difendere la loro passione, oggi la nostra concezione globale dell'amore vero e puro sarebbe stata diversa.

Raramente seguo le ricette e se posso dirlo da sola, la maggior parte delle volte i miei piatti escono più buoni di quanto aspettato. L'ingrediente magico si chiama coraggio. Senza coraggio in cucina non nascono nuovi piatti.

Le mie polpette non saranno tanto coraggiose quanto una rivoluzione o una scoperta di una Terra nuova, ma se da sempre preparate le vostre polpette nello stesso modo, osate aggiungere ciò che al momento trovate in frigo. Per esempio una manciata di rosmarino e un po' di buccia di limone. Rimarrete sorpresi. E dopo, forse forse, il mondo non sarà più lo stesso.

400 g di carne macinata (bovina)
1/2 dl di pangrattato
qualche cucchiaio di latte
2 spicchi d'aglio tritati
1 cipolla tritata
una manciata di prezzemolo tritato
due rametti di rosmarino tritato
buccia grattugiata di un limone
1 uovo
1 dl di parmigiano grattugiato
sale, pepe

1 barattolo di pomodorini Cirio (o altra marca di buona qualità)
1/2 barattolo di acqua
1 dado vegetale

Mettete il pangrattato a gonfiare con il latte in una ciotola. Aggiungete gli altri ingredienti e mescolate. Fate delle polpette e rosolatele in padella con un po' di olio d'oliva. Aggiungete i pomodori, l'acqua e il dado sbriciolato. Fate cuocere sotto coperchio per ca 30 minuti o finché il sugo non cominci a raddensarsi.

martedì 3 maggio 2011

Tasty Cards ™ - cartoline gustose

Si chiama Münchmedia l'azienda svedese che produce le Tasty Cards, delle cartoline con bellissime foto e ricette gustose. Le potete ordinare online con dei saluti personali prestampati, o senza, e spedire ai vostri clienti, amici e conoscenti. Le cartoline sono al momento disponibili in svedese, inglese e tedesco. Un'idea simpaticissima secondo me; chi non apprezzerebbe un tale pensiero! Non solo qualcuno mi vuole mandare una cartolina, ma si impegna anche a sceglierne una con una ricetta di mio gusto.

Sono una dei creatori che contribuiscono a queste cartoline. Potete vedere le mie cartoline qui. Le mie ricette sono come sempre fortemente ispirate alla cucina italiana. Alcune tradizionali, altre con un pizzico di svedesitudine.

Cliccate su Tasty Cards e guardate tutte le cartoline dei vari creatori. E perché non mandare un saluto solare che andrà direttamente al cuore - via lo stomaco!

Pizzerie a Napoli e parmigiana della suocera

Che la pizza a Napoli sia fantastica non è una novità ma sono così fantastiche che mangiare una ogni sera non è un problema! Abbiamo tre pizzerie preferite: Pizzeria di Napoli che fa la pizza più buona in assoluto. Bordo alto e soffice, né molle né croccante, un po' chewy al primo morso ma poi si scioglie in bocca! Il locale è piccolo e stretto e visto che non accettano prenotazioni per telefono bisogna sempre aspettare fuori 20-30 minuti prima di avere un tavolo. Ma ne vale la pena! Servono solo pizze, salate e dolci. Non hanno nemmeno la macchina per il caffè (per questo bisogna andare al bar di fronte dopo). Una cosa che si può avere dopo la pizza, oltre il limoncello che è d'obbligo, è il liquore alla liquirizia. Ma quella buona, non troppo dolce e dal forte sapore di liquirizia. Poi abbiamo la classica Pizzeria Brandi fondata nel 1780, che non ha bisogno di presentazioni più dettagliate. La pizza è buona ma non eccellente, ma quello che merita è l'ambiente e la storia nei muri. La pizzeria si trova ai due lati di un vicolo stretto. D'estate mettono dei tavoli fuori e la pizzeria crea così un continuum da un lato all'altro del vicolo. Dopo la pizza si può scendere in Piazza Trieste e Trento, dietro l'angolo, per un caffè nocciolato dal "Caffè del Professore". Anche questo un classico. Non vado a cercare un aggettivo che descriva questo caffè, va vissuto! La nostra terza pizzeria preferita è la Trattoria Vanvitelli, in Piazza Vanvitelli, che fa anche da ristorante. È molto grande e rumoroso (ideale per famiglie con bambini in quanto hanno un giardino giochi con le babysitter) ma la pappa vale! Un fornito banco dolci con ogni giorno 10-15 dolci diversi dal classico tiramisu e crostata ai frutti, alla caprese, ricotta e pera e nutellotto. Venite affamati! Quasi sempre offrono il limoncello e meloncello dopo "a volontà".

Dopo questa orgia di pizze veniamo al dunque. La parmigiana della suocera. Una ricetta classica dove mia suocera durante 40 anni ha aggiunto e tolto ingredienti a suo piacere. Il risultato è secondo me eccellente e io seguo sempre la sua ricetta quando preparo questo piatto.

Per una piccola forma, 3-4 persone:
1 piccola melanzana
1 piccola zucchina
1 cipolla, tritata
1 spicchio d'aglio, tritata
1 barattolo di pomodorini Cirio (o altri pomodori buoni)
1 dado vegetale
1 bicchierino di vino bianco
una manciata di erbe fresche (p.es. timo, origano, basilico)
1 mozzarella, a fette
1 dl di parmigiano grattugiato
2 uova + un goccio di latte
sale, pepe, noce moscata

Tagliate la melanzana e la zucchina a fettine di ca mezzo centimetro di spessore. Passatele sulla griglia o in padella con un po' di olio. Soffriggete cipolla e aglio, aggiungete i pomodori, il dado e il vino e fate cuocere per ca 10-15 minuti. Aggiungete le erbe. Sbattete le uova con il latte, un pizzico di sale, pepe e noce moscata.

Ungete con un po' di olio una pirofila. Mettete a strati le melanzane, il sugo, la mozzarella, le zucchine, il parmigiano e le uova a cucchiaiate fino a riempire la forma. L'ultimo strato dovrebbe essere di pomodoro con un po' di parmigiano cosparso sopra.

Cuocete a ca 180 gradi per ca 30-40 minuti o finché le uova non si saranno raddensate e il gratin non avrà preso un bel colore dorato.

domenica 17 aprile 2011

Nidi di spaghetti con cuore di mozzarella

Siamo in piena primavera e cosa può essere più adatto di questi piccoli nidi con le uova nascoste sotto forma di mozzarella filante? Serviteli come primo piatto o come piatto unico con accanto delle verdure. Non dimenticate di metterne uno anche sul davanzale della finestra. Se passa una rondine forse si ferma per farvi compagnia durante il pranzo.

8-10 nidi
300 g di spaghetti
1 scalogno tritato
i spicchio di aglio tritato
200 g di prosciutto crudo, tagliato a striscoline
2 uova
un goccio di latte
pepe, noce moscata
una manciata di pecorino grattugiato
1 mozzarella a dadini

Cuocete gli spaghetti per ca 2/3 del tempo di cottura. Scolateli e conditeli con un goccio di olio d'oliva. Soffriggete lo scalogno, l'aglio e il prosciutto e aggiungete il soffritto agli spaghetti. Con l'aiuto di una forchetta e un cucchiaio, arrotolate gli spaghetti formando dei nidi e disponeteli in una teglia da muffins unta d'olio. Fate un buco al centro e metteteci dentro la mozzarella e chiudete i buci ricoprendo con gli spaghetti. Sbattete le uova con il latte, del pepe, della noce moscata e il pecorino grattugiato. Versate le uova sopra i nidi. Cuocete al forno a 180 gradi per ca 20 minuti o finché gli spaghetti non comincino a prendere colore. Sfornate e trasferite i nidi su dei piatti con l'aiuto di una paletta.

giovedì 14 aprile 2011

Alfajores sudamericani con lime curd

Siamo un gruppo di amici che si incontra una volta al mese per cucinare insieme. L'ultima volta abbiamo fatto cucina sudamericana e a me toccava preparare il dolce. Ho scelto questi biscotti che inizialmente credevo fossero puramente argentini. Dopo ricerche più aprofondite ho scoperto che la loro origine è araba, più tardi inseriti nella tradizione spagnola dopodiché portati con i colonizzatori nel continente sudamericano. Non solo in Argentina, ma un po' dapperttutto come in Uruguay, Messico, Bolivia, Cile tra altri.

A dir il vero quello che accomuna i miei alfajores con quelli tradizionali è solo l'apparenza. E manco quella visto che alla fine li ho colorati verdi. Ma poco male, il sapore è ottimo e uno tira l'altro.

La ricetta originale era americana con le dosi in cups e ounces. Non mi ci trovo con queste misure, per questo le ho convertite in decilitri e grammi.

Per i biscotti:
2,5 dl di zucchero
180 g di burro morbido
85 g di Philadelphia cream cheese
1 cucchiaio di buccia grattugiata di lime
1 cucchiaio di spremuta di lime
1 cucchiaino di vanillina
un pizzico di sale
4,5 dl di farina

Per il lime curd:

100 g di burro
1,8 dl di zucchero
1 cucchiaio di buccia grattugiata di lime
1 dl di spremuta di lime
1 cucchiaio di maizena
un pizzico di sale
4 tuorli d'uovo

Preparazione biscotti:
1. Impastate velocmente lo zucchero, il burro e il cream cheese nel food processor.

2. Aggiungete la buccia e il succo di lime, la vanillina, il sale e mescolate.

3. Alla fine aggiungete la farina. Non lavorate troppo la pasta, giusto finché tutto non si amalgami.

4. Formate due filoni da ca 5 cm di diametro. Avvolgeteli in della pellicola e mettete a riposare in frigo.

Preparazione lime curd:
5. Sciogliete il burro, lo zucchero, la buccia+il succo di lime e il sale in una pentola su fuoco basso. Mescolate tutto il tempo perché non si bruci.

6. Sbattete i tuorli in una ciotola che resiste al caldo. Versateci dentro ca mezzo decilitro del composto al burro caldo e mescolate. Versate tutto il composto con le uova dentro la pentola con il burro e mescolate bene.

7. Rimettete la pentola sulla piastra e riscaldate a fuoco basso mescolando in continuazione finché la crema non si raddensi. Per sapere quando è pronta potete fare la prova tirando la frusta attraverso la crema; quando i segni della frusta rimangono la crema è pronta.

8. Mettete la crema in frigo perché si raddensi ancora.

9. Prendete i filoni di pasta dal frigo e tagliateli in dei dischetti da ca 5-7 mm di spessore. Disponeteli su una placca con carta forno.

10. Inumidite leggermente la superficie con dell'acqua e cospargete con un po' di zucchero (che avrete eventualmente colorato con del colore alimentare).

11. Cuocete a 175 gradi per 8-10 minuti. Fate raffreddare.

12. Con l'aiuto di una tasca da pasticciere o un coltello, distribuite la crema su metà dei biscotti e mettete l'altra metà sopra.

martedì 29 marzo 2011

Day after Waffel Day

Adoro gli avanzi! Cucino spesso volontariamente troppo la sera per poter conservarmi gli avanzi per il giorno dopo, o da riscaldare e mangiare così come sono, o per usare come base per ricreare un piatto nuovo. I wafels dolci avanzati venerdì sera li ho riscaldati in padella la mattina dopo e abbiamo così avuto un ottimo brunch. Quelli salati invece li ho spalmati di pesto, poi messo del prosciutto, pomodoro e mozzarella e poi riscaldati nel grill.

Provate anche i waffels/toast/panini caldi con questi fillings:
#pesto, prosciutto, pomodoro (senza semi per non bagnare troppo il pane), mozzarella
#avocado schiacciato, salmone affumicato, pomodori secchi sott'olio, mozzarella
#tapenade, melanzane grigliate, mozzarella

venerdì 11 marzo 2011

Risotto al limone con asparagi e capesante


Gli asparagi si vedono sempre di più nei supermercati e anche se il limone è un frutto invernale il suo colore vivace e il profumo fresco mi fanno pensare alla mimosa!
A me piace il cibo che si prepara facil- e velocemente, senza però fare compromessi con il sapore o la qualità! Questo piatto che si presenta benissimo ad una cena tra amici, si prepara in circa mezzora, massimo massimo 40 minuti. Tutti i cibi vanno cotti con amore, ma il risotto soprattutto; non è come la pasta che ormai è diventata quasi un fast food che si butta nella pentola e si cuoce da sola. No, il risotto richiede attenzione e dedizione. Il trucco per avere un risotto che sia cremoso è di non lasciarlo cuocere vivamente, ma farlo gonfiare a fuoco basso. Diluire con poco brodo alla volta (anche se, ammetto, io uso sempre il dado e dell'acqua bollente, viene buono lo stesso) e non farlo mai seccare. Importante anche girare quasi continuamente per evitare che si formino dei granuli o che si attacchi sul fondo della pentola. E poi quando il riso è cotto al dente io aggiungo sempre un altro poco di acqua bollente per farlo ancora più cremoso.

Per il mio risotto (per 2 persone) ho usato:
3,5 dl di riso avorio
2 piccoli scalogni
1 spicchio d'aglio
un bicchierino di vino bianco
acqua bollente + 1,5 dadi di pesce
la buccia grattugiata di 1 limone + il succo di 1/2
alcuni rametti di timo fresco

8 asparagi verdi

Per le capesante:
ca 10 capesante
1 spicchio d'aglio
un paio di cucchiai di olio
sale

Cominciate con le capesante. Mettetele in una ciotola. Tritate l'aglio. Mettete l'aglio, l'olio e il sale nella ciotola e mescolate. Lasciate marinare almeno mezzora.

Preparate il riso. Tritate lo scalogno e l'aglio e soffrigeteli. Aggiungete il riso e fatelo "sudare". Versate il vino e fate evaporare. Abbassate la fiamma al minimo, il riso non deve cuocere. Sbriciolate dentro il dado e aggiungete dell'acqua bollente. Mescolate bene. Fate gonfiare il riso e aggiungete a mano a mano dell'acqua. Girate quasi tutto il tempo per evitare che si attacchi sul fondo. Dopo ca 15 min assaggiate; il riso deve essere al dente, ci vogliono tra 15 e 20 minuti. Aggiungete la buccia e il succo di limone e il timo. Quando è pronto, togliete dalla fiamma e versate un altro poco di acqua bollente per farlo ancora più cremoso.

Mentre si cuoce il riso tagliate gli asparagi in pezzi e soffriggeteli in poco olio in una padella. Arrostite le capesante in una padella grill (o una padella normale).

Mettete il riso in delle ciotole calde, e sopra gli asparagi e le capesante.

sabato 12 febbraio 2011

Cupcakes al limone con cuore cremoso



Se andando in un'isola deserta potessi portarmi una sola cosa in quantità indefinite porterei dei limoni. Il limone è la cosa più spettacolare che il Creatore abbia creato. Va bene con tutto: gli antipasti, i primi, secondi, dessert, nel coctail, nella coca, nella brocca dell'acqua del rubinetto. Hai un po' di nausea? Bevi un bicchiere di acqua al limone. Hai i denti ingialliti? Metti qualche goccia di limone sullo spazzolino. Mal di gola? Sciacqua la gola con del succo di limone.

Il limone esalta il già esaltato: le ostriche, il salmone, i gamberoni, il carpaccio. Ma va anche bene per le cose più semplici: metti una fetta di limone sui bastoncini di pesce e il piatto ha subito un altro aspetto!
L'aroma del limone è così piacevole che viene usato nei più svariati prodotti: saponi, detersivi, salviette, caramelle, medicine, shampo... Non è soltanto buono a mangiare e annusare, ma anche bello da guardare! Metti tre-quattro limoni su un piatto di ceramica e hai creato i più bello dei centrotavola.

L'altra settimana ho avuto la fortuna ad avere due chili di limoni consegnati direttamente da un agrumeto siciliano. Nella mia cucina è scoppiata un'orgia di limoni i cui risultati sono stati, tra altro, tartelettes al lemoncurd, un pan di spagna al limone e, amici miei, questi irresistibili cupcakes al limone.

Cosa avrei fatto allora con tutti sti limoni sull'isola deserta? Beh, dopo aver disinfettato le mie ferite, marinato il pesce e sbiancati i denti mi sarei chiesta come caspita potevo essere così stupida a non chiedere una barchetta...

6-8 muffoni
2 uova
1,5-2 dl di zucchero
100 g di burro fuso
4-4,5 dl di farina
3 cucchiaini di lievito in polvere
buccia grattugiata di 1 limone
0,5 dl di yogurt denso
0,5 dl di panna liquida

Sbattete le uova con lo zucchero. Aggiungete il burro. Mescolate la farina, il lievito e la buccia del limone in una ciotola a parte dopodiché mescolate la farina con le uova. Montate la panna a neve densa e mescolatela con lo yogurt. Versare la yogurt-panna nella ciotola con la pasta e mescolate delicatamente senza che si amalgami completamente. La pasta deve risultare "zebrata", giallo-bianca. Con l'aiuto di due cucchiai versate la pasta in delle formine da muffins. Infornate a 200 gradi per 15-20 minuti.

Sfornate e fate raffreddare. Tagliate la cima dei muffins e ricavate un po' della mollica per fare un buco al centro. Versate dentro del lemoncurd e rimettete la cima per chiudere il buco.

Preparate il frosting:
100 g di philadelphia cream cheese
50 g di burro morbido (temperatura ambiente)
ca 2 dl di zucchero a velo
la buccia grattugiata di 1 limone
il succo di ca mezzo limone

Mescolate il philadelphia con il burro fino a ottenere una crema liscia. Aggiungete la buccia del limone e lo zucchero a velo setacciato. Mescolate. Aggiungete a gocce il succo del limone un poco alla volta e mescolate fino a ottenere una crema semi-densa. La crema deve essere spalmabile ma non troppo liquida. Se risulta troppo fluida aggiungete ancora un po' di zucchero a velo, se invece risulta troppo dura aggiungete ancora del succo di limone.

Spalmate la glassa sui muffins e decorate a fantasia. Io ho fatto dei cuoricini con il cioccolato fondente con l'aiuto di un pezzo di carta forno fatta a cono, poi raffreddati nel freezer. Un trucchetto semplice ma che fa figura :)

sabato 29 gennaio 2011

Gamberetto al prosciutto


Se volete fare bella figura senza faticare troppo, questa è la ricetta da scegliere per l'antipasto. Questi gamberetti si possono servire come sulla foto, su dei cucchiai individuali da buffet, infilandoli su uno stecchino, con o senza una salsina o un pesto, o in qualsiasi altra maniera. Per preparare degli antipasti creativi basta spesso poco ma è il modo di presentarli che ne misura il successo. È solo la vostra fantasia a porvi i limiti!

Ecco la ricetta super facile:

1 gambero a persona (tipo king prawns/crevettes tigre)
1 fetta di prosciutto crudo a persona
1 spicchio d'aglio
1 rametto di rosmarino
1 cucchiaio di olio di oliva

Togliete il filo scuro dai gamberi se non è stato già rimosso. Avvolgete ciascun gambero in una fetta di prosciutto crudo. Riscaldate l'olio in una pentola antiaderente e metteteci dentro lo spicchio d'aglio tagliato a metà e il rametto di rosmarino. Lasciate che l'olio prenda un po' degli odori dopodiché appoggiate i gamberi nella padella con il bordo del prosciutto verso basso. Cuocete per un paio di minuti su ogni lato finché non comincino a prendere colore.

Servite a fantasia :)

domenica 23 gennaio 2011

Due tipi di pesce con puré di topinambour e verdure a radice arrostite



Una ricetta super facile per una cenetta tête à tête. O una carta vincente per una cena tra amici. Quando spiegherete cosa c'è nel piatto vi assicuro che farete bella figura. Gli ospiti saranno colpiti dalla vostra creatività e fantasia. La verità è che questo piatto non è più difficile da preparare che degli scemi bastoncini findus con della purea di patate.

Se servito con uno Chablis o un Riesling secco, il successo è fatto, e la cosa più complicata che avrete fatto sarà di fare faccia tosta e raccontare quanto tempo avete passato in cucina per preparare questa pietanza elaboratissima!

Per due persone:

300-400 grammi di pesce (per esempio pesce persico, halibut o quello che vi piace)

Per il puré:
ca 400 grammi di tapinambour
2-3 cucchiai di panna
una noce di burro
sale

Per le verdure:
1 carota rossa
1 carota gialla
1 pastinaca
1 patata dolce
un rametto di rosmarino
1 spicchio d'aglio
olio d'oliva
sale, pepe

1. Riducete il pesce in pezzi o bastoni. Passatelo in padella con poco olio. Salate e pepate.

2. Pelate le radici e tgliatele a bastoncini. Metteteli in una forma da forno e cospargete di rosmarino, aglio a pezzetti e sale. Versate sopra dell'olio. Passate al forno a 180 gradi per ca 20 minuti. Gli ultimi 5 minuti potete aumentare la temperatura a 200 per dare un po' di colore alle verdure.

3. Pelate i topinambour e tagliateli a dadini. Lessateli con poco sale finché morbidi. Scolate e fate evaporare l'acqua in eccesso. Riduceteli a purea con un mixer a immersione direttamente nella pentola. Aggiungete il burro e fatelo sciogliere dopodiché aggiungete la panna. Mescolate energeticamente fino a ottenere una purea soffice. Regolate di sale. Se la purea si raffredda mentre preparate il pesce e le verdure la potete riscaldare rimettendo la pentola sulla piastra. A differenza della purea di patate, questa purea non si indurisce quando si raffredda ma riprende la stessa consistenza anche dopo essere riscaldata una seconda volta.

4. Sistemate pesce, purea e verdure sui piatti e versate qualche cucchiaio dell'olio delle verdure sopra il pesce e la purea. Darà sia colore sia sapore al vostro piatto!

lunedì 24 maggio 2010

Musli fattincasa: una bomba di fibre e vitamine!



Sono 20 anni ormai che accanto alla mia cultura svedese ho addottato anche quella italiana. Sono moltissimi i motivi per cui amo l'Italia, ma la prima colazione all'italiana non è uno di questi motivi. Ho provato tante volte, e continuo a provare ogni tanto di fare la colazione con biscotti, marmellate, pan di spagna, brioschine, cornetti e altre cose dolci. Sono cose che mentre le mangio sono buonissime, ma subito dopo mi sento gonfia e sui denti rimane uno strato di zuccheri e grassi. In più un paio di ore dopo ho fame di nuovo. Insomma, se non mangio fibre e proteine a colazione la mia giornata non inizia bene :)

Questo musli è croccante, naturale, nutriente e addolcito solo con frutta e pochissimo miele. È ricco di fibre e di ferro, vitamine, proteine e antiossidanti. Insomma è un ottimo inizio della giornata! Se mangi questo musli con un po' di yogurt e frutta fresca, e una fetta di pane con formaggio o prosciutto cotto, duri fino a pranzo! Lo so che per gli italiani è strano mangiare salato a colazione ma gli esperti sono d'accordo sul fatto che gli zuccheri ti danno energia immediata ma quest'energia dura poco.

2,5 dl di fiocchi d'avena
2 dl di semi di girasole
2 dl di fiocchi di segale o di grano (crusca)
1 dl di semi di lino
2 dl di semi di zucca
1 dl di noci (tagliate grossolanamente)
1 dl di mandorle (tagliate grossolanamente)
1 dl di fiocchi di cocco
2 cucchiaini di cannella in polvere
1 dl di mele assiccate
1 dl di mango/papaya assiccato
1 dl di fichi secchi
(o altra frutta a piacere)
1 dl di miele liquido
1 dl di acqua
2 cucchiai di olio di colza

Mettete tutti gli ingredienti tranne la frutta essiccata in una grande placca da forno. Mescolate miele, acqua e olio in una tazza e versate sopra i cereali. Mescolate. Fate tostare al forno a 175 gradi per 20-30 minuti. Mescolate un paio di volte e controllate di tanto in tanto per evitare che si bruci. Togliete la placca dal forno e fate raffreddare. Mescolate con mele, mango/papaya e fichi tagliati a pezzetti e mettete il musli in un barattolo con coperchio aderente.

martedì 23 febbraio 2010

Mafaldine mare e monti




Un giorno ho ricevuto un pacco con la posta. Non era il mio compelanno né nessun'altra ricorrenza. Ero anche sicura di non aver usato la carta di credito senza ricordarmelo. Visto che non ho nemici pericolosi ho osato aprire il pacco e ho trovato una busta con dei funghi porcini assiccati. Preziosi come l'oro! Anna Maria e il suo cacciatore raccolgono i funghi, fanno le conserve, le marmellate, il limoncello, il pesto e tra tutti questi lavori casalinghi hanno pensato a me! Peccato solo che viviamo così lontani altrimenti li avrei invitati ieri sera quando ho preparato questo piatto!

Per 2 persone affamate:

250 gr di mafaldine (o altro tipo di pasta)
ca 50-70 gr di porcini assiccati
200 gr di gamberetti precotti
2 spicchi d'aglio
10 pomodori ciliegia
alcuni rametti di timo
un bicchiere di vino bianco
sale, pepe
un po' di olio aromatizzato ai funghi porcini

Mettete i funghi in una ciotola con dell'acqua tiepida per ca 20 min. Scolate i funghi e tagliateli a pezzetti se sono grossi. Soffriggete l'aglio e i funghi con un po' di olio. Aggiungete i pomodorini tagliati a metà e il vino e fate cuocere per una decina di minuti. Aggiungete i gamberetti e il timo e lasciate il tutto sul fuoco per ca 5 min. Salate e pepate. Versateci dentro la pasta cotta e mescolate bene. Mettete sui piatti e versateci sopra un filo d'olio aromatizzato ai funghi porcini.

lunedì 15 febbraio 2010

Colazione di San Valentino

Ieri mattina ho fatto una sorpresa al maritino preparando una colazione speciale: spremuta di arance rosse + gialle e clementine, muffins con mandorle e arance e cappuccino. I cappuccini li ha preparati lui però: è lui il maestro del cappucino in questa casa! Nel pomeriggio abbiamo fatto una bella passeggiata sotto la neve. Tornati a casa io mi sono infilata in un bel bagno caldo e lui ha preparato la sua sorpresa: cenetta di San Valentino. Primo di mafaldine con peperoni e gamberetti, secondo di crêpes con mortadella e gamberetti. Le ricette + foto saranno presto qui sul blog. Intanto la ricetta dei muffins.

8-10 muffins grandi:

2 uova
1,5 dl di zucchero scuro
100 gr di burro fuso
un barattolino di yogurt greco (ca 2 dl)
buccia grattugiata + il succo di 1 arancia
scorzette di arancia candita tagliate a pezzettini
ca 100 gr di mandorle tritate grossolanamente
ca 1 dl di farina di mandorle
5 dl di farina
2 dl di fiocchi d'avena
2 cucchiaini di lievito in polvere
3 cucchiaini di vanillina

Frullate le uova e lo zucchero. Aggiungete il burro, lo yogurt, la buccia + il succo dell'arancia, le scorzette candite e le mandorle tritate. Aggiungete la farina, i fiocchi d'avena, la farina di mandorle, il lievito e la vanillina. Mettete la pasta nelle formette di muffins e decorate con una scorzetta di arancia candita. Infornate a 225 gradi per ca 20 min.

Ho fatto sei grossi e otto piccoli muffins nelle apposite teglie da muffins. Per facilitare lo "sformamento" avevo prima messo dei quaratini (ca 8x8 cm) di carta da forno. Così i muffins non si attaccano!



Muffins piccolini


Il muffone;)

giovedì 11 febbraio 2010

Cerfeuil



Mi pare di aver capito che tra i lettori di questo blog ci sono persone di differenti nazionalità. A parte il fatto che mi fa molto piacere ricevere i vostri commenti e suggerimenti (a proposito: per favore scrivete i commenti direttamente qui sul blog, anziché sul Facebook di mio marito ;) il quale gentilmente mi pubblica sulla sua pagina) ho deciso che proverò a sfruttare l'internazionalità dei miei lettori :) Di tanto in tanto farò delle domande per avere i vostri consigli, suggerimenti o esperienze. Ci siete?

Allora la prima domanda è: Qui in Belgio trovo nei supermercati dei grossi scatoli di "cerfeuil" (come si chiama in italiano?). La cosa mi lascia abbastanza perplessa, perché le altre erbe (tipo il rosmarino, la salvia, il timo) si trovano nelle vaschette piccole, ma il "cerfeuil" viene messo nelle vaschette più grandi. Ne deduco che deve essere un'erba abbastanza importante nella cucina belga, che si usa spesso e in grandi quantità. Ma a cosa si usa? Mi interesserebbe anche sapere se quest'erba trova qualche uso nella cucina italiana.

"Cerfeuil" in svedese si dice "körvel". Devo ammettere che non l'ho mai usato, ma da parte mia farò una piccola indagine per sapere come viene usato nella cucina svedese.

Allora conto sulla vostra collaborazione ;)

martedì 10 novembre 2009

Confettura di mele con cannella e calvados



Entrare nella cantina di zia Monique a Parigi è come entrare in una favola dei fratelli Grimm. Porta cigolante, ragnatele negli angoli, vecchi mobili, scaffali pieni di marmellate, centinaia di bottiglie di vino, profumo di umidità e di mele. Ah queste mele che mi fanno ricordare l'infanzia. La zia ci ha dato una cassa di mele invernali dal profumo divino che ora ho trasformato in confettura e crumble.

Confettura di mele con cannella e calvados

1,5 kg di mele
500 gr di zucchero gelificante
3 stecche di cannella
1 dl di calvados

Sbucciate e togliete i semi dalle mele. Tagliatele poi in tocchetti e mescolateli con lo zucchero in una pentola. Le mele che ho usato io erano abbastanza dolci e 500 gr di zucchero erano sufficienti, visto che non mi piace il troppo dolce. Ma aumentate la dose dello zucchero a piacere. Aggiungete la cannella e il calvados e portate a ebollizione. Fate cuocere per 5-10 min o fino a quando le mele sono morbide ma non completamente schiacciate. Versate la confettura nei vasi caldi, mettete i coperchi e lasciate raffreddare.
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