martedì 11 ottobre 2011

Polpette con tzatziki alla barbabietola

Le classiche polpette svedesi sono infantilmente facili da preparare. Da non credere infatti. Carne, pangrattato, sale, pepe, cipolla e un uovo. La ricetta sotto non è quindi quella tradizionale. L'aggiunta del cumino è invenzione mia in quanto ritengo che dia un "di più" che rende il risultato migliore dell'originale. Ma se chiedete a uno svedese cosa ne pensa del cumino nelle polpette vi prenderà per pazzi! Voi sareste scusati, visto che siete italiani e si sa che gli italiani mangiano solo...cose loro. Il cumino fa parte della cucina mediterranea quindi, fate voi. Per me invece non ci sono scuse. Ma me ne infischio, tanto queste polpette sono to die for!

Lo tzatziki alla barbabietola è un contorno che andava molto di moda in Svezia negli anni 90. Ora credo nessuno lo faccia più. È ritenuto out. Io direi invece che è retrò. E tutto ciò che è retrò è...in! Quindi provatelo insieme alle polpette, è un abbinamento molto felice!

Per ca 40 polpette:
400 gr di carne di manzo macinata
4 cucchiai di pangrattato
1/2 dl di latte
1 cucchiaino di sale
pepe bianco
0,5 cucchiaino di cumino
0,5 cipolla tritata finemente
1 uovo piccolo (o mezzo grosso)

Mettete il pangrattato e il latte in una ciotola a gonfiare. Aggiungete la carne, il sale, pepe, cumino e la cipolla e mescolate bene. Aggiungete infine l'uovo e mescolate. Lasciate riposare in frigo per ca 30 min. Con le mani leggermente bagnate di acqua fredda formate delle polpette. Bagnate le mani di tanto in tanto per evitare che la carne si attacchi. Friggetele in poco olio di colza su fiamma media finché avranno avuto un bel colore dorato.

Tzatziki alla barbabietola:

2 grosse barbabietole già cotte
1 barattolo (250 g) di yogurt greco intero
100 g di feta
1 spicchio d'aglio (oppure 1 cucchiaino di puré all'aglio per un sapore più delicato)
pepe nero
un filino d'olio d'oliva

Tagliate le barbabietole in cubetti piccoli e metteteli in una ciotola. Versateci dentro lo yogurt, il feta sbriciolato, l'aglio e il pepe e mescolate bene. Aggiungete infine un filo d'olio. Lasciate in frigo per ca un'ora perché i sapori si sposino bene.

mercoledì 28 settembre 2011

Crema di aglio

# Per evitare che si lacrimino gli occhi mentre tagliate la cipolla, succhiate una zolletta di zucchero.
# Avete dei vecchi libri con delle macchie gialle e marroni? Prendete una baguette o dei panini bianchi e formate una pallina con la mollica. Con questa pallina cancellerete tutte le macchie.
# Avete la febbre? Bagnate un asciugamano con dell'aceto e mettetelo come un impacco sulla fronte. La febbre va via in un batter d'occhio.
# Prevenite il hangover bevendo un coctail di olio d'oliva e succo di limone.
# Curate il hangover masticando un pezzo di ginseng.
# Evitate il hangover lasciando stare i drinks.

Un altro consiglio casalingo che vi posso dare è di preparare questa crema di aglio che ha un sapore delicato e piacevole e sostituisce l'aglio fresco nei vostri piatti. 1-2 cucchiaini per ogni spicchio fresco. Evitate così ogni volta di dover pelare gli spicchi, tritarli o schiacciarli, sporcarvi e impuzzirvi le mani. La crema si conserva in frigo per varie settimane.

Per un barattolo prendete 5 teste di aglio intere, togliete gli spicchi e distribuiteli su una placca da forno. Arrostiteli nel forno a 175 gradi per 20 minuti. Lasciate raffreddare. Pelate gli spicchi (un po' laborioso ma un plus è che l'aglio cotto non lascia odore sulle dita) e frullateli a crema nel mixer con un decilitro di olio di oliva e un pizzico di sale. Versate su un barattolo e conservate in frigo.

sabato 24 settembre 2011

Mini muffins con cioccolato bianco e lamponi

Se volete scoprire se i vostri colleghi sanno parlare non solo di deadlines, direttive e piani d'azione, e se il vostro capo sotto quella faccia seria seria sa anche sorridere, provate un giorno a portare in ufficio questi muffins. Scoprirete un altro lato delle persone che vedete ogni giorno. E sarà più bello lavorare insieme!

Per due teglie di mini muffins (24):

100 g di cioccolato bianco
100 g di burro fuso
1,5 dl di latte
1 barattolino di yogurt bianco
4 dl di farina
1 dl di zucchero di canna (cassonade)
2 cucchiaini di lievito in polvere
2 cucchiaini di vanillina
2 uova

Lamponi surgelati

Sciogliete il burro in un pentolino e aggiungete il latte e lo yogurt. Mescolate la farina, lo zucchero, il lievto e la vanillina in una ciotola. Tritate il cioccolato e aggiungetelo alla farina e gli altri ingredienti secchi. Versateci dentro il burro con il latte e infine le uova uno alla volta. Con l'aiuto di due cucchiaini versate il composto dentro delle formine da muffins e infilate un lampone surgelato al centro. Cuocete a 150 gradi per ca 15-20 minuti.

Io preferisco i muffins che sono ancora un po' bagnati al centro, ma se li preferite più secchi li cuocete qualche minuto in più.

domenica 18 settembre 2011

Gelato alle mandorle tostate con zucchero muscovado

È bizzarro ma io ho sempre mangiato più gelato durante l'autunno e l'inverno e so che per molti svedesi è così. Sarà che durante l'inverno buio e freddo uno vuole infilarsi nell'angolino del divano con una copertona, accendere tante candele e mangiare qualcosa che tira su. Creare un rifugio. Convincersi che anche il semestre buio ha il suo fascino. Con la gelataia regalatami dal maritino per il nostro secondo anniversario a luglio, questo inverno ha tutte le precondizioni per diventare bello, caldo e...dolce!

Per questa ricetta ho usato il concentrato di mandorle che ho diluito con del latte. Va bene ovviamente il latte di mandorla già pronto. Se non riuscite a trovarlo su queste latitudini, si può fare anche in casa. La ricetta si trova su internet, è facile ma richiede un po' di planning e tempo. Volendo si può anche escludere il latte di mandorla e sostituirlo con del latte normale. Il gelato avrà un gusto meno intenso, ma sarà ottimo lo stesso grazie alle mandorle tostate e lo zucchero muscovado che danno un sapore delicatamente mandorlato e nocciolato.

5 tuorli
50 g di zucchero muscovado (chiaro), se il latte di mandorla è dolce, se no 80 g
2,5 dl di latte di mandorla
2,5 dl di panna liquida
0,5 dl di mandorle intere, da tostare


Cominciate con le mandorle. Mettetele in una padella senza aggiungere grassi e tostatele leggermente. Fate raffreddare e mixatele grossolanamente in un mixer. Mettete da parte.

Sbattete energicamente i tuorli con lo zucchero. Mettete la crema in una pentola e riscaldate, girando sempre, fino a ca 37 gradi (mettete il dito, quando la crema ha la stessa temperatura del dito è perfetta). Versate dentro il latte di mandorla e la panna e continuate a girare senza interruzione riscaldando a fuoco basso. La crema non deve assolutamente bollire, se no rischia di coagulare e avrete le uova strapazzate. Mantenete la temperatura intorno a 65 gradi fino a che la crema non cominci a raddensarsi. Togliete dal fuoco e fate raffreddare. Mettete in frigo per qualche ora perché la crema si raddensi ancora un po'. Trasferite la crema in una gelataia. Quando il gelato avrà la consistenza giusta, versate in una vaschetta preraffreddata e mescolateci dentro le mandorle tostate. Mettete in freezer.

giovedì 4 agosto 2011

Quiche aux oignons

"If you're afraid of butter, as many people are nowadays, just put in cream!"

Sono le parole di Julia Child, se non l'avevate già capito (per i lettori svedesi ho scritto un post qualche giorno fa su questa cuoca da mito, se a qulcuno qua interessa forse forse posso tradurlo in italiano...), e ci dicono un bel po' di cosa ne pensava questa signora sull'arte della cucina. Non ci sono scorciatoie al buon cibo e vanno bene soltanto prodotti e ingredienti genuini. Ho provato a seguire questa ricetta per filo e per segno, volevo realizzare La Vera Quiche aux Oignons Francese, così come la faceva Julia. Andava bene inizialmente, ma quando sono arrivata all'ultimo step prima di infornare, la ricetta mi diceva di mettere qualche cucchiaio di burro sopra, per farlo fondere nel forno, e dare ancora sapore alla quiche. Ma qui ho detto Basta! Dopo aver fatto la crosta con burro e farina bianca, stufato le cipolle nel burro e frustato le uova con della panna e del formaggio mi è sembrato che le cucchiaiate di burro on top fossero leggermente superflue. Quindi le ho scartate. Conseguenza: probabilmente non qualifico per il club dei seguaci fedelissimi di Julia Child, per quanto fosse buona la mia quiche.

Servitela con un'insalata verde condita con una vinaigrette alla senape e qualche noce sbriciolata e un buon Médoc corposo. In questo modo tutti i sapori si innalzeranno e penserete che a volte ne vale la pena fare qualche ricetta tradizionale dove non si fanno compromessi con il sapore.

1 piccola quiche, ca 24 cm di diametro

Per la crosta:
3 dl di farina bianca
100 g di burro freddo
2 cucchiai di acqua fredda

Mescolate la farina con il burro a pezzetti nel robot di cucina. Aggiungete un cucchiaio di acqua alla volta e continuate a girare finché la pasta sarà diventata uniforme e compatta. Formate con le mani una palla e mettetela in frigo.

Per il ripieno:

700 g di cipolla gialla, affettata sottilmente
30-40 g di burro
1 cucchiaio di olio d'oliva
1,5 cucchiaio di farina bianca
2 grosse uova
2 dl di panna liquida
1 cucchiaino di sale
un pizzico di pepe nero
un pizzico di noce moscata grattugiata
ca 1 dl di formaggio stagionato grattugiato (qualsiasi tipo, basta che ha un sapore abbastanza deciso)

(ca 1 cucchiaio di burro)

1. Stufate la cipolla con il burro e l'olio in una padella con il fondo spesso. Cuocete a fiamma molto bassa perché non si bruci, deve diventare morbida e lucida, non bruciata. Ci vorranno ca 40-50 minuti. Girate di tanto in tanto.2. Cospargete la cipolla con la farina e mescolate. Mettete da parte e fate raffreddare.

3. Stendete la pasta per la crosta e trasferitela in una forma per quiche imburrata leggermente. Se avanza della pasta potete tagliarla a striscoline e decorare la quiche prima di infornarla. Bucate il fondo della crosta con una forchetta e precuocete a 200 gradi per 8-9 minuti.

4. Togliete la crosta dal forno e abbassate la temperatura a 180 gradi.

5. Frustate le uova in una ciotola con la panna, il sale, il pepe e la noce moscata. Aggiungete la cipolla e il formaggio. Dopodiché versate il ripieno nella crosta precotta.

A questo punto Julia vuole che aggiungiamo dei toccheetti di burro (ca 1 cucchiaio) sopra la quiche prima di infornarla. Sinceramente non saprei cosa le potrebbe dare come valore aggiunto, sì forse un sapore più pieno, ma soprattutto un po' più di energia per l'inverno. Ma se anche voi avete già un surplus di energie e se pensate di riuscire ad accontentarvi del burro che c'è già nella crosta e nel ripieno, saltate i tocchetti alla fine! D'altro canto uno può anche pensare che in una ricetta come questa, dove non si risparmiano sulle calorie, un cucchiaio in più o uno in meno non cambia molto. Sono giusti tutti e due i modi di pensare, per questo in questa fase della ricetta fate come volete!


6. Cuocete al centro del forno (180 gradi) per ca 30 minuti, o finché la quiche non si sarà fermata e avrà preso un colore dorato.Quiche prima della cottura

martedì 19 luglio 2011

Coctail lappone

Come ricorderete questa estate? Non sarà di certo come l'estate più calda del decennio. Ma succedono sempre delle piccole cose che colleghiamo a un determinato periodo e poi quando penseremo a quell'avvenimento ricorderemo tutto il contesto: il tempo che faceva, con chi stavamo, come ci sentivamo ecc. L'estate scorsa per esempio faceva molto caldo durante un paio di settimane a luglio. Così caldo che abbiamo deciso di comprare un ventilatore. In Belgio deve fare MOLTO caldo perché uno decida di comprare un ventilatore, visto che si userà due massimo tre settimane all'anno. Mio padre venne a trovarci con la compagna durante questa ondata di caldo. Quando penso all'estate scorsa penso a queste cose: il caldo, la visita di papà (con tante risate e la gioia di stare insieme) e il ventilatore.

Cosa penserò tra un anno di questa estate. Di sicuro al nuovo lavoro. A come fatigavo per imparare tutte le cose nuove e come mi sentivo stupida a non capire niente all'inizio. Penserò al week end da zia Monique in Francia. Alla stanchezza disarmante. Alla speranza e le aspettative per il futuro.

Se volete fare di questa estate un ricordo davvero memorabile, prendete una sera dopo una giornata molto calda (se ne trovate una...), dopo che avrete fatto tante cose utili e vi sentirete soddisfatti e contenti di voi stessi. Mettetevi sul balcone al tramonto, sentite come ogni rumore diventa più chiaro, più isolato. Una giornata che si spegne, la notte che si avvicina. Sorseggiate un coctail dal colore del sole di mezzanotte, rosso rubino. Questo momento si inciderà nella vostra memoria.

Per 1 litro:
4 dl di bevanda ai lingon (Ikea) oppure succo di cranberries
2 dl di Martini bianco
1 limone affettato
4 dl di vino bianco
lamponi surgelati

‎La bevanda ai lingon si compra sotto forma di concentrato. Si trova a Ikea ma potrete anche usare il succo di cranberries dal supermercato. Diluite il concentrato con acqua secondo le istruzioni sulla confezione, o magari con un po' meno acqua di quanto indicato.
Mescolate la bevanda ai lingon/il succo di cranberries con il Martini e aggiungete le fette del limone. Lasciate tirare per un'oretta. Versate nei bicchieri a metà e aggiungete il vino bianco. Mettete un paio di lamponi surgelati in ogni bicchiere.

giovedì 14 luglio 2011

Mazarin al lime

Questa ricetta svedese assomiglia molto al frangipane. Nella galette des rois si usa la pasta sfoglia, ma nei mazarin si usa la frolla. Ma l'impasto è quasi identico. Io ho sempre amato i dolci un po' secchi, tipo tutti i tipi di biscotti, i pan di spagna, le cakes e i muffins, le frolle senza troppa crema ecc. I mazarin sono per questo motivo il mio dolce preferito. Purtroppo hanno una riputazione un po' negativa in Svezia. È considerato un po' "noioso" in quanto poco dolce, poco cremoso e poco innovativo. Ma sono proprio queste caratteristiche che mi attirano. A parte forse quella della scarza innovazione, ma per questo c'è rimedio. Basta aggiungere qualche ingrediente insolito, come qui per esempio il lime, e voilà abbiamo un dolce sfizioso e diverso.

Potrei inoltre immaginare tanti altri ingredienti da aggiungere per variarlo ancora, tipo l'arancio, il limone, le fragole, i lamponi, mirtilli ecc per la glassa e le noci, noccioline, macadamia, i pistacchi ecc per il ripieno. Altro che noioso!

ca 20 mazarin

La frolla:
6 dl di farina
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 cucchiaino di vanillina
3/4 dl di zucchero
1 uovo
250 g di burro

Il ripieno:
200 g di mandorle tritate grossolanamente + 125 g di farina di mandorle
(oppure 325 g di mandorle tritate finemente)
100 g di burro
4 uova
1,5 dl di zucchero
la buccia grattugiata e il succo di 1 lime

La glassa:
ca 2 dl di zucchero a velo
la buccia grattugiata di 1 lime
il succo di 0,5-1 lime

Mettete tutti gli ingredienti per la frolla nel food processor e attivatelo fino a che la pasta diventi una palla. Mettetela in frigo per ca 30 minuti.

Tritate le mandorle e mescolate gli ingredienti per il ripieno. A me piace quando le mandorle non sono tritate troppo finemente, ma se volete un ripieno più liscio tritatele di più oppure usate soltanto farina di mandorle.

Distribuite la frolla in delle formine di aluminio con l'aiuto del pollice. Mettete il ripieno. Non c'è bisogno di ungere le formine.

Infornate a 175-180 gradi per ca 20-30 minuti.

Fate raffreddare dopodiché togliete i dolci dalle formine (le potete lavare e riutilizzare).

Mescolate lo zucchero a velo con la buccia e il succo del lime. Spennellate la glassa sui dolci raffreddati.

La luce nella foto fa sì che il colore verde chiaro della glassa non si veda bene, ma la buccia del lime da alla glassa un bel colore verdino. Se volete rafforzare il colore ancora aggiungete qualche goccia di colore alimentare verde.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...