martedì 3 maggio 2011

Tasty Cards ™ - cartoline gustose

Si chiama Münchmedia l'azienda svedese che produce le Tasty Cards, delle cartoline con bellissime foto e ricette gustose. Le potete ordinare online con dei saluti personali prestampati, o senza, e spedire ai vostri clienti, amici e conoscenti. Le cartoline sono al momento disponibili in svedese, inglese e tedesco. Un'idea simpaticissima secondo me; chi non apprezzerebbe un tale pensiero! Non solo qualcuno mi vuole mandare una cartolina, ma si impegna anche a sceglierne una con una ricetta di mio gusto.

Sono una dei creatori che contribuiscono a queste cartoline. Potete vedere le mie cartoline qui. Le mie ricette sono come sempre fortemente ispirate alla cucina italiana. Alcune tradizionali, altre con un pizzico di svedesitudine.

Cliccate su Tasty Cards e guardate tutte le cartoline dei vari creatori. E perché non mandare un saluto solare che andrà direttamente al cuore - via lo stomaco!

Pizzerie a Napoli e parmigiana della suocera

Che la pizza a Napoli sia fantastica non è una novità ma sono così fantastiche che mangiare una ogni sera non è un problema! Abbiamo tre pizzerie preferite: Pizzeria di Napoli che fa la pizza più buona in assoluto. Bordo alto e soffice, né molle né croccante, un po' chewy al primo morso ma poi si scioglie in bocca! Il locale è piccolo e stretto e visto che non accettano prenotazioni per telefono bisogna sempre aspettare fuori 20-30 minuti prima di avere un tavolo. Ma ne vale la pena! Servono solo pizze, salate e dolci. Non hanno nemmeno la macchina per il caffè (per questo bisogna andare al bar di fronte dopo). Una cosa che si può avere dopo la pizza, oltre il limoncello che è d'obbligo, è il liquore alla liquirizia. Ma quella buona, non troppo dolce e dal forte sapore di liquirizia. Poi abbiamo la classica Pizzeria Brandi fondata nel 1780, che non ha bisogno di presentazioni più dettagliate. La pizza è buona ma non eccellente, ma quello che merita è l'ambiente e la storia nei muri. La pizzeria si trova ai due lati di un vicolo stretto. D'estate mettono dei tavoli fuori e la pizzeria crea così un continuum da un lato all'altro del vicolo. Dopo la pizza si può scendere in Piazza Trieste e Trento, dietro l'angolo, per un caffè nocciolato dal "Caffè del Professore". Anche questo un classico. Non vado a cercare un aggettivo che descriva questo caffè, va vissuto! La nostra terza pizzeria preferita è la Trattoria Vanvitelli, in Piazza Vanvitelli, che fa anche da ristorante. È molto grande e rumoroso (ideale per famiglie con bambini in quanto hanno un giardino giochi con le babysitter) ma la pappa vale! Un fornito banco dolci con ogni giorno 10-15 dolci diversi dal classico tiramisu e crostata ai frutti, alla caprese, ricotta e pera e nutellotto. Venite affamati! Quasi sempre offrono il limoncello e meloncello dopo "a volontà".

Dopo questa orgia di pizze veniamo al dunque. La parmigiana della suocera. Una ricetta classica dove mia suocera durante 40 anni ha aggiunto e tolto ingredienti a suo piacere. Il risultato è secondo me eccellente e io seguo sempre la sua ricetta quando preparo questo piatto.

Per una piccola forma, 3-4 persone:
1 piccola melanzana
1 piccola zucchina
1 cipolla, tritata
1 spicchio d'aglio, tritata
1 barattolo di pomodorini Cirio (o altri pomodori buoni)
1 dado vegetale
1 bicchierino di vino bianco
una manciata di erbe fresche (p.es. timo, origano, basilico)
1 mozzarella, a fette
1 dl di parmigiano grattugiato
2 uova + un goccio di latte
sale, pepe, noce moscata

Tagliate la melanzana e la zucchina a fettine di ca mezzo centimetro di spessore. Passatele sulla griglia o in padella con un po' di olio. Soffriggete cipolla e aglio, aggiungete i pomodori, il dado e il vino e fate cuocere per ca 10-15 minuti. Aggiungete le erbe. Sbattete le uova con il latte, un pizzico di sale, pepe e noce moscata.

Ungete con un po' di olio una pirofila. Mettete a strati le melanzane, il sugo, la mozzarella, le zucchine, il parmigiano e le uova a cucchiaiate fino a riempire la forma. L'ultimo strato dovrebbe essere di pomodoro con un po' di parmigiano cosparso sopra.

Cuocete a ca 180 gradi per ca 30-40 minuti o finché le uova non si saranno raddensate e il gratin non avrà preso un bel colore dorato.

domenica 17 aprile 2011

Nidi di spaghetti con cuore di mozzarella

Siamo in piena primavera e cosa può essere più adatto di questi piccoli nidi con le uova nascoste sotto forma di mozzarella filante? Serviteli come primo piatto o come piatto unico con accanto delle verdure. Non dimenticate di metterne uno anche sul davanzale della finestra. Se passa una rondine forse si ferma per farvi compagnia durante il pranzo.

8-10 nidi
300 g di spaghetti
1 scalogno tritato
i spicchio di aglio tritato
200 g di prosciutto crudo, tagliato a striscoline
2 uova
un goccio di latte
pepe, noce moscata
una manciata di pecorino grattugiato
1 mozzarella a dadini

Cuocete gli spaghetti per ca 2/3 del tempo di cottura. Scolateli e conditeli con un goccio di olio d'oliva. Soffriggete lo scalogno, l'aglio e il prosciutto e aggiungete il soffritto agli spaghetti. Con l'aiuto di una forchetta e un cucchiaio, arrotolate gli spaghetti formando dei nidi e disponeteli in una teglia da muffins unta d'olio. Fate un buco al centro e metteteci dentro la mozzarella e chiudete i buci ricoprendo con gli spaghetti. Sbattete le uova con il latte, del pepe, della noce moscata e il pecorino grattugiato. Versate le uova sopra i nidi. Cuocete al forno a 180 gradi per ca 20 minuti o finché gli spaghetti non comincino a prendere colore. Sfornate e trasferite i nidi su dei piatti con l'aiuto di una paletta.

giovedì 14 aprile 2011

Alfajores sudamericani con lime curd

Siamo un gruppo di amici che si incontra una volta al mese per cucinare insieme. L'ultima volta abbiamo fatto cucina sudamericana e a me toccava preparare il dolce. Ho scelto questi biscotti che inizialmente credevo fossero puramente argentini. Dopo ricerche più aprofondite ho scoperto che la loro origine è araba, più tardi inseriti nella tradizione spagnola dopodiché portati con i colonizzatori nel continente sudamericano. Non solo in Argentina, ma un po' dapperttutto come in Uruguay, Messico, Bolivia, Cile tra altri.

A dir il vero quello che accomuna i miei alfajores con quelli tradizionali è solo l'apparenza. E manco quella visto che alla fine li ho colorati verdi. Ma poco male, il sapore è ottimo e uno tira l'altro.

La ricetta originale era americana con le dosi in cups e ounces. Non mi ci trovo con queste misure, per questo le ho convertite in decilitri e grammi.

Per i biscotti:
2,5 dl di zucchero
180 g di burro morbido
85 g di Philadelphia cream cheese
1 cucchiaio di buccia grattugiata di lime
1 cucchiaio di spremuta di lime
1 cucchiaino di vanillina
un pizzico di sale
4,5 dl di farina

Per il lime curd:

100 g di burro
1,8 dl di zucchero
1 cucchiaio di buccia grattugiata di lime
1 dl di spremuta di lime
1 cucchiaio di maizena
un pizzico di sale
4 tuorli d'uovo

Preparazione biscotti:
1. Impastate velocmente lo zucchero, il burro e il cream cheese nel food processor.

2. Aggiungete la buccia e il succo di lime, la vanillina, il sale e mescolate.

3. Alla fine aggiungete la farina. Non lavorate troppo la pasta, giusto finché tutto non si amalgami.

4. Formate due filoni da ca 5 cm di diametro. Avvolgeteli in della pellicola e mettete a riposare in frigo.

Preparazione lime curd:
5. Sciogliete il burro, lo zucchero, la buccia+il succo di lime e il sale in una pentola su fuoco basso. Mescolate tutto il tempo perché non si bruci.

6. Sbattete i tuorli in una ciotola che resiste al caldo. Versateci dentro ca mezzo decilitro del composto al burro caldo e mescolate. Versate tutto il composto con le uova dentro la pentola con il burro e mescolate bene.

7. Rimettete la pentola sulla piastra e riscaldate a fuoco basso mescolando in continuazione finché la crema non si raddensi. Per sapere quando è pronta potete fare la prova tirando la frusta attraverso la crema; quando i segni della frusta rimangono la crema è pronta.

8. Mettete la crema in frigo perché si raddensi ancora.

9. Prendete i filoni di pasta dal frigo e tagliateli in dei dischetti da ca 5-7 mm di spessore. Disponeteli su una placca con carta forno.

10. Inumidite leggermente la superficie con dell'acqua e cospargete con un po' di zucchero (che avrete eventualmente colorato con del colore alimentare).

11. Cuocete a 175 gradi per 8-10 minuti. Fate raffreddare.

12. Con l'aiuto di una tasca da pasticciere o un coltello, distribuite la crema su metà dei biscotti e mettete l'altra metà sopra.

martedì 12 aprile 2011

Zuppa di piselli verdi, cerfoglio e rafano


La vita è un fenomeno strano. A volte bisogna fare retromarcia per poter andare avanti. Può essere molto difficile accettare una retrocessione, può sembrare un fallimento, che era tutto invano e che bisogna ricominciare da capo. Ma niente è mai invano. Tutte le scelte che facciamo, tutte le sconfitte e delusioni ci portano da qualche parte. A una nuova intuizione, esperienza o sfida. Impariamo cose nuove sul mondo, sulle persone che ci circondano e su noi stessi.

Penso spesso che molte volte ci facciamo in quattro per rendere al meglio, per accontentare tutti e per sentirci soddisfatti. Ma spesso tutti non sono contenti e noi non ci sentiamo per niente soddisfatti. Allora può essere una buona cosa fare quel passo indietro, riflettere, scartare e fare nuove scelte.

Oggi questa semplice zuppa di piselli rappresenterà la semplicità e la bontà. La vita non deve essere più difficile di così. E nello stomaco ci si sente bene.

4-5 porzioni
500 g di pisellli
50 g di cerfoglio fresco
2 scalogni
1 spicchio d'aglio
1 dl di vino bianco
1 litro di brodo vegetale
1 cucchiaio di rafano grattugiato (o di più se volete un sapore più forte)
1 dl di panna liquida
sale, pepe

Soffriggete la cipolla e l'aglio tritati in poco olio in una pentola. Aggiungete i piselli e il vino e fate cuocere per qualche miuto. Aggiungete il brodo e cuocete finché i piselli non saranno morbidi. Metteteci dentro il cerfoglio, il rafano e la panna e riducete il tutto a una crema liscia con l'aiuto di un mixer a immersione. Regolate di sale e pepe (ma se il brodo è già salato probabilmente non servirà altro sale).

martedì 29 marzo 2011

Day after Waffel Day

Adoro gli avanzi! Cucino spesso volontariamente troppo la sera per poter conservarmi gli avanzi per il giorno dopo, o da riscaldare e mangiare così come sono, o per usare come base per ricreare un piatto nuovo. I wafels dolci avanzati venerdì sera li ho riscaldati in padella la mattina dopo e abbiamo così avuto un ottimo brunch. Quelli salati invece li ho spalmati di pesto, poi messo del prosciutto, pomodoro e mozzarella e poi riscaldati nel grill.

Provate anche i waffels/toast/panini caldi con questi fillings:
#pesto, prosciutto, pomodoro (senza semi per non bagnare troppo il pane), mozzarella
#avocado schiacciato, salmone affumicato, pomodori secchi sott'olio, mozzarella
#tapenade, melanzane grigliate, mozzarella

sabato 26 marzo 2011

Waffel Day

Il 25 marzo è il Våffeldagen, ovvero il "waffel day", in Svezia. Tutte le famiglie posseggono un ferro per fare i waffel e li mangiano almeno una volta all'anno, cioè il 25 marzo. Vi chiederete Ma perché bisogna nominare un giorno specifico per mangiare sti waffel? I Belgi riescono a mangiarli tutto l'anno! D'altronde sono cosi buoni che mangiarli una sola volta all'anno è un gran peccato. Ma c'è una ragione. Il 25 marzo è anche il giorno dell'Annunciazione del concepimendo della Vergine Maria. In inglese questa festa si chiama Lady Day e in svedese originariamente era Vår Fru-dagen (giorno della Nostra Signora). Provate a pronunciare "Vår Fru" molto velocemente e per centinaia di anni e vedrete che alla fine uscirà una cosa tipo "voffu" dalla vostra bocca. Così Vårfru-dagen è diventato Våffeldagen e tutti gli svedesi hanno una scusa per mangiarli - almeno in quel giorno!

Li ho fatti sia salati, con degli spinaci tritati e serviti con degli accessori tipici: salmone marinato, cipolla rossa tritata e panna acida; sia dolci con panna montata, more e zucchero a velo.

Se volete farli a casa dovete procurarvi di un ferro apposito. In Svezia si usa un tipo che fa i waffel più sottili rispetto a quelli belgi.

Per la pastella salata:
125 g burro
2 dl di latte intero
4 dl di farina
2 uova
1 cucchiaino di lievito in polvere
2 dl di acqua fredda (frizzante)
1 cucchiaino di sale
150 gr di spinaci freschi

Per la pastella dolce:

125 g burro
2 dl di latte intero
4 dl di farina
2 uova
1 cucchiaio di lievito in polvere
2 dl di acqua fredda (frizzante)
2 cucchiaini di zucchero vanigliato

Sciogliete il burro in un pentolino. Mescolate gli ingredienti secchi in una ciotola. Aggiungete metà del latte e frullate energicamente. Dopodiché aggiungete il resto del latte, le uova e il burro fuso. Alla fine versateci dentro anche l'acqua e frullate. Va bene con acqua normale ma se frizzante i waffel mantengono più a lungo la loro croccantezza.

Se fate dei waffel dolci lo zucchero vanigliato va aggiunto insieme agli altri ingredienti secchi. Per quelli salati fate appassire gli spinaci in una pentola senza aggiunta di acqua o olio. Tritateli e aggiungeteli alla pastella.

Mettete ca 1 dl di pastella ne ferro caldo e cuocete per un paio di minuti, finché i waffel non saranno dorati e croccanti. Mangiateli subito.

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