lunedì 7 novembre 2011

Carrot muffins con glassa al limone

In questo periodo dell'anno a casa nostra c'è sempre un sottofondo di profumo di cannella. Non posso fare a meno di avere i dolci e biscotti speziati a portata di mano. Sono fortunata a vivere in Belgio, dove ci sono gli speculoos che assomigliano ai pepparkakor svedesi. Se non ho il tempo di prepararli da sola, o di andare a comprarli a Ikea, posso sempre trovare gli speculoos in qualsiasi negozio.

Anche voi impazzite per questi biscotti? Avete già provato i pepparkakor morbidi, cupcakes agli speculoos con glassa di cranberries, tiramisu nordico con pepparkakor? Provate anche questi carrot muffins! Vi assicuro, uno non vi basterà!

Per i muffins:
3 uova
250 g di burro
6 dl di farina
2,5 dl di zucchero di canna scuro (cassonade)
2 cucchiaini di lievito in polvere
2 cucchiaini di vanillina
2 cucchiaini di cannella
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 pizzico di noce moscata grattugiata
1 pizzico di chiodi di garofano in polvere
1 pizzico di sale
175 g di carote grattugiate

Per la glassa:
150 g di philadelphia
50 g di burro morbido
2,5-3 dl di zucchero a velo
buccia grattugiata di 1 limone

buccia grattugiata di 1/2 limone (per la decorazione)

Fate fondere il burro. Frustate le uova con lo zucchero. Aggiungete il burro fuso. Mescolate la farina, il lievito, la vanillina e le spezie in una ciotola a parte. Aggiungete le carote grattugiate alle uova dopodiché aggiungete anche la farina.

Con due cucchiai mettete la pastella nelle formine da muffins. Cuocete a 175 gradi per ca 25-0 minuti.

Mescolate gli ingredienti per la glassa in una ciotola. Premete il "dorso" di un cucchiaio verso l'interno della ciotola per schiacciare tutti i grumi del formaggio e del burro. Quando i muffins si sono raffreddati spalmate la glassa sopra e decorate con lo zest del limone.

martedì 11 ottobre 2011

Meringhe francesi

Fino all'altro giorno non mi era chiara la differenza tra le meringhe francesi e quelle italiane. Ho preparato delle meringhe credendo di adoperare il metodo italiano, mentre dopo uno studio più aprofondito (leggi google) ho scoperto di aver preparato delle meringhe francesi.

In che cosa consiste la differenza allora? Le meringhe francesi si preparano riscaldando a bagnomaria il bianco d'uovo insieme allo zucchero frustando a mano, per poi continuare la frustatura con la frusta elettrica fuori dal fuoco finché la neve non diventi tiepida. Poi si formano delle meringhe più o meno grandi le quali si cuociono al forno a temperatura molto bassa per un paio di ore e il metodo dà (se riuscito bene) delle meringhe leggermente chewy all'interno.

Le meringhe italiane, o meglio la meringa italiana, in quanto si usa più spesso il termine al singolare, viene preparata con uno sciroppo di zucchero e acqua che si aggiunge al bianco d'uovo mentre viene frustato e la neve si usa poi spesso spalmata sopra le torte. Viene cotta non al forno ma con un "burner" giusto per dare un po' di colore sulla superficie alla meringa, che rimane cremosa dentro.

Le mie meringhe erano del tipo francese, ne ho fatte 8 mediamente grosse prosegendo così:

4 bianchi d'uovo
3 dl di zucchero bianco fino
il succo di 1/4 di limone
100 g di cioccolato fondente
mandorle a scaglie

Mettete i bianchi d'uovo, lo zucchero e il succo di limone in una ciotola d'acciao sopra una pentola con il fondo coperto di un po' d'acqua. Riscaldate frustando a mano a bagnomaria fino a che i bianchi raggiungano 60 gradi. Togliete dal fuoco e continuate la frustatura con la frusta elettrica fino ad avere una neve lucida e densa.

Sciogliete il cioccolato e versatelo sopra la neve insieme a una manciata di mandorle a scaglie. Girate molto grossolanamente con una spatola, solo un paio di giri, fino ad avere una neve marmorata. Con l'aiuto di due cucchiai disponete la neve su una placca da forno coperta di carta forno a forma di palle a fantasia oppure aiutatevi con una tasca da pasticcera per creare forme più regolari. Cuocete a gradi per 10 minuti, abbassate la temperatura a 100 gradi e proseguite la cottura per ancora 1 ora e mezza. Fate raffreddare su una griglia.

Polpette con tzatziki alla barbabietola

Le classiche polpette svedesi sono infantilmente facili da preparare. Da non credere infatti. Carne, pangrattato, sale, pepe, cipolla e un uovo. La ricetta sotto non è quindi quella tradizionale. L'aggiunta del cumino è invenzione mia in quanto ritengo che dia un "di più" che rende il risultato migliore dell'originale. Ma se chiedete a uno svedese cosa ne pensa del cumino nelle polpette vi prenderà per pazzi! Voi sareste scusati, visto che siete italiani e si sa che gli italiani mangiano solo...cose loro. Il cumino fa parte della cucina mediterranea quindi, fate voi. Per me invece non ci sono scuse. Ma me ne infischio, tanto queste polpette sono to die for!

Lo tzatziki alla barbabietola è un contorno che andava molto di moda in Svezia negli anni 90. Ora credo nessuno lo faccia più. È ritenuto out. Io direi invece che è retrò. E tutto ciò che è retrò è...in! Quindi provatelo insieme alle polpette, è un abbinamento molto felice!

Per ca 40 polpette:
400 gr di carne di manzo macinata
4 cucchiai di pangrattato
1/2 dl di latte
1 cucchiaino di sale
pepe bianco
0,5 cucchiaino di cumino
0,5 cipolla tritata finemente
1 uovo piccolo (o mezzo grosso)

Mettete il pangrattato e il latte in una ciotola a gonfiare. Aggiungete la carne, il sale, pepe, cumino e la cipolla e mescolate bene. Aggiungete infine l'uovo e mescolate. Lasciate riposare in frigo per ca 30 min. Con le mani leggermente bagnate di acqua fredda formate delle polpette. Bagnate le mani di tanto in tanto per evitare che la carne si attacchi. Friggetele in poco olio di colza su fiamma media finché avranno avuto un bel colore dorato.

Tzatziki alla barbabietola:

2 grosse barbabietole già cotte
1 barattolo (250 g) di yogurt greco intero
100 g di feta
1 spicchio d'aglio (oppure 1 cucchiaino di puré all'aglio per un sapore più delicato)
pepe nero
un filino d'olio d'oliva

Tagliate le barbabietole in cubetti piccoli e metteteli in una ciotola. Versateci dentro lo yogurt, il feta sbriciolato, l'aglio e il pepe e mescolate bene. Aggiungete infine un filo d'olio. Lasciate in frigo per ca un'ora perché i sapori si sposino bene.

mercoledì 28 settembre 2011

Crema di aglio

# Per evitare che si lacrimino gli occhi mentre tagliate la cipolla, succhiate una zolletta di zucchero.
# Avete dei vecchi libri con delle macchie gialle e marroni? Prendete una baguette o dei panini bianchi e formate una pallina con la mollica. Con questa pallina cancellerete tutte le macchie.
# Avete la febbre? Bagnate un asciugamano con dell'aceto e mettetelo come un impacco sulla fronte. La febbre va via in un batter d'occhio.
# Prevenite il hangover bevendo un coctail di olio d'oliva e succo di limone.
# Curate il hangover masticando un pezzo di ginseng.
# Evitate il hangover lasciando stare i drinks.

Un altro consiglio casalingo che vi posso dare è di preparare questa crema di aglio che ha un sapore delicato e piacevole e sostituisce l'aglio fresco nei vostri piatti. 1-2 cucchiaini per ogni spicchio fresco. Evitate così ogni volta di dover pelare gli spicchi, tritarli o schiacciarli, sporcarvi e impuzzirvi le mani. La crema si conserva in frigo per varie settimane.

Per un barattolo prendete 5 teste di aglio intere, togliete gli spicchi e distribuiteli su una placca da forno. Arrostiteli nel forno a 175 gradi per 20 minuti. Lasciate raffreddare. Pelate gli spicchi (un po' laborioso ma un plus è che l'aglio cotto non lascia odore sulle dita) e frullateli a crema nel mixer con un decilitro di olio di oliva e un pizzico di sale. Versate su un barattolo e conservate in frigo.

sabato 24 settembre 2011

Mini muffins con cioccolato bianco e lamponi

Se volete scoprire se i vostri colleghi sanno parlare non solo di deadlines, direttive e piani d'azione, e se il vostro capo sotto quella faccia seria seria sa anche sorridere, provate un giorno a portare in ufficio questi muffins. Scoprirete un altro lato delle persone che vedete ogni giorno. E sarà più bello lavorare insieme!

Per due teglie di mini muffins (24):

100 g di cioccolato bianco
100 g di burro fuso
1,5 dl di latte
1 barattolino di yogurt bianco
4 dl di farina
1 dl di zucchero di canna (cassonade)
2 cucchiaini di lievito in polvere
2 cucchiaini di vanillina
2 uova

Lamponi surgelati

Sciogliete il burro in un pentolino e aggiungete il latte e lo yogurt. Mescolate la farina, lo zucchero, il lievto e la vanillina in una ciotola. Tritate il cioccolato e aggiungetelo alla farina e gli altri ingredienti secchi. Versateci dentro il burro con il latte e infine le uova uno alla volta. Con l'aiuto di due cucchiaini versate il composto dentro delle formine da muffins e infilate un lampone surgelato al centro. Cuocete a 150 gradi per ca 15-20 minuti.

Io preferisco i muffins che sono ancora un po' bagnati al centro, ma se li preferite più secchi li cuocete qualche minuto in più.

domenica 18 settembre 2011

Gelato alle mandorle tostate con zucchero muscovado

È bizzarro ma io ho sempre mangiato più gelato durante l'autunno e l'inverno e so che per molti svedesi è così. Sarà che durante l'inverno buio e freddo uno vuole infilarsi nell'angolino del divano con una copertona, accendere tante candele e mangiare qualcosa che tira su. Creare un rifugio. Convincersi che anche il semestre buio ha il suo fascino. Con la gelataia regalatami dal maritino per il nostro secondo anniversario a luglio, questo inverno ha tutte le precondizioni per diventare bello, caldo e...dolce!

Per questa ricetta ho usato il concentrato di mandorle che ho diluito con del latte. Va bene ovviamente il latte di mandorla già pronto. Se non riuscite a trovarlo su queste latitudini, si può fare anche in casa. La ricetta si trova su internet, è facile ma richiede un po' di planning e tempo. Volendo si può anche escludere il latte di mandorla e sostituirlo con del latte normale. Il gelato avrà un gusto meno intenso, ma sarà ottimo lo stesso grazie alle mandorle tostate e lo zucchero muscovado che danno un sapore delicatamente mandorlato e nocciolato.

5 tuorli
50 g di zucchero muscovado (chiaro), se il latte di mandorla è dolce, se no 80 g
2,5 dl di latte di mandorla
2,5 dl di panna liquida
0,5 dl di mandorle intere, da tostare


Cominciate con le mandorle. Mettetele in una padella senza aggiungere grassi e tostatele leggermente. Fate raffreddare e mixatele grossolanamente in un mixer. Mettete da parte.

Sbattete energicamente i tuorli con lo zucchero. Mettete la crema in una pentola e riscaldate, girando sempre, fino a ca 37 gradi (mettete il dito, quando la crema ha la stessa temperatura del dito è perfetta). Versate dentro il latte di mandorla e la panna e continuate a girare senza interruzione riscaldando a fuoco basso. La crema non deve assolutamente bollire, se no rischia di coagulare e avrete le uova strapazzate. Mantenete la temperatura intorno a 65 gradi fino a che la crema non cominci a raddensarsi. Togliete dal fuoco e fate raffreddare. Mettete in frigo per qualche ora perché la crema si raddensi ancora un po'. Trasferite la crema in una gelataia. Quando il gelato avrà la consistenza giusta, versate in una vaschetta preraffreddata e mescolateci dentro le mandorle tostate. Mettete in freezer.

giovedì 4 agosto 2011

Quiche aux oignons

"If you're afraid of butter, as many people are nowadays, just put in cream!"

Sono le parole di Julia Child, se non l'avevate già capito (per i lettori svedesi ho scritto un post qualche giorno fa su questa cuoca da mito, se a qulcuno qua interessa forse forse posso tradurlo in italiano...), e ci dicono un bel po' di cosa ne pensava questa signora sull'arte della cucina. Non ci sono scorciatoie al buon cibo e vanno bene soltanto prodotti e ingredienti genuini. Ho provato a seguire questa ricetta per filo e per segno, volevo realizzare La Vera Quiche aux Oignons Francese, così come la faceva Julia. Andava bene inizialmente, ma quando sono arrivata all'ultimo step prima di infornare, la ricetta mi diceva di mettere qualche cucchiaio di burro sopra, per farlo fondere nel forno, e dare ancora sapore alla quiche. Ma qui ho detto Basta! Dopo aver fatto la crosta con burro e farina bianca, stufato le cipolle nel burro e frustato le uova con della panna e del formaggio mi è sembrato che le cucchiaiate di burro on top fossero leggermente superflue. Quindi le ho scartate. Conseguenza: probabilmente non qualifico per il club dei seguaci fedelissimi di Julia Child, per quanto fosse buona la mia quiche.

Servitela con un'insalata verde condita con una vinaigrette alla senape e qualche noce sbriciolata e un buon Médoc corposo. In questo modo tutti i sapori si innalzeranno e penserete che a volte ne vale la pena fare qualche ricetta tradizionale dove non si fanno compromessi con il sapore.

1 piccola quiche, ca 24 cm di diametro

Per la crosta:
3 dl di farina bianca
100 g di burro freddo
2 cucchiai di acqua fredda

Mescolate la farina con il burro a pezzetti nel robot di cucina. Aggiungete un cucchiaio di acqua alla volta e continuate a girare finché la pasta sarà diventata uniforme e compatta. Formate con le mani una palla e mettetela in frigo.

Per il ripieno:

700 g di cipolla gialla, affettata sottilmente
30-40 g di burro
1 cucchiaio di olio d'oliva
1,5 cucchiaio di farina bianca
2 grosse uova
2 dl di panna liquida
1 cucchiaino di sale
un pizzico di pepe nero
un pizzico di noce moscata grattugiata
ca 1 dl di formaggio stagionato grattugiato (qualsiasi tipo, basta che ha un sapore abbastanza deciso)

(ca 1 cucchiaio di burro)

1. Stufate la cipolla con il burro e l'olio in una padella con il fondo spesso. Cuocete a fiamma molto bassa perché non si bruci, deve diventare morbida e lucida, non bruciata. Ci vorranno ca 40-50 minuti. Girate di tanto in tanto.2. Cospargete la cipolla con la farina e mescolate. Mettete da parte e fate raffreddare.

3. Stendete la pasta per la crosta e trasferitela in una forma per quiche imburrata leggermente. Se avanza della pasta potete tagliarla a striscoline e decorare la quiche prima di infornarla. Bucate il fondo della crosta con una forchetta e precuocete a 200 gradi per 8-9 minuti.

4. Togliete la crosta dal forno e abbassate la temperatura a 180 gradi.

5. Frustate le uova in una ciotola con la panna, il sale, il pepe e la noce moscata. Aggiungete la cipolla e il formaggio. Dopodiché versate il ripieno nella crosta precotta.

A questo punto Julia vuole che aggiungiamo dei toccheetti di burro (ca 1 cucchiaio) sopra la quiche prima di infornarla. Sinceramente non saprei cosa le potrebbe dare come valore aggiunto, sì forse un sapore più pieno, ma soprattutto un po' più di energia per l'inverno. Ma se anche voi avete già un surplus di energie e se pensate di riuscire ad accontentarvi del burro che c'è già nella crosta e nel ripieno, saltate i tocchetti alla fine! D'altro canto uno può anche pensare che in una ricetta come questa, dove non si risparmiano sulle calorie, un cucchiaio in più o uno in meno non cambia molto. Sono giusti tutti e due i modi di pensare, per questo in questa fase della ricetta fate come volete!


6. Cuocete al centro del forno (180 gradi) per ca 30 minuti, o finché la quiche non si sarà fermata e avrà preso un colore dorato.Quiche prima della cottura
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